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Incendio alla villa di Ottava Presa collegato con quello della ditta Sg  

Caorle. I due roghi sono dolosi ed entrambi hanno danneggiato attività di personaggi discussi Secondo gli inquirenti si tratta di ritorsioni, sono ancora da valutare le motivazioni degli episodi

CAORLE. Esiste un collegamento, un filo conduttore, tra l’incendio di mercoledì all’alba a Ottava Presa di Caorle e quello di inizio maggio a Ottava Presa di San Stino. Sono entrambi dolosi e entrambi hanno danneggiato attività di persone molto discusse in questa zona del Veneto orientale e conosciuti alle forze dell’ordine.
Sarebbero state, probabilmente, due ritorsioni; per motivi che ancora non si conoscono. Lo si apprende da fonti investigative che stanno dando la caccia al colpevole, o ai colpevoli, dei due incendi, e che non sono stati ancora individuati. Stretto il riserbo della magistratura, alla luce anche di quanto emerso a seguito del secondo incendio, il più recente e il più distruttivo.
La palazzina interessata dalle fiamme è stata costruita, e mai completata, dalla Nava Immobili srl, ditta edile di proprietà di Claudio Casella, impresario di questo settore, al centro di polemiche anche dal punto di vista politico e conosciuto alle forze dell’ordine (che lui stesso a sua volta conosce alla perfezione, avendone fatto parte). Il villino non era assicurato. È chiaro che i carabinieri della compagnia di Portogruaro sanno tutto della situazione relativa alla Nava Immobili, e proprio per questo l’incendio ha destato allarme. Il nome di chi ha lavorato su incarico della Nava è finito al centro di un’inchiesta sulla’ndrangheta ramificatasi nella Bassa Padana. Tutte le ipotesi restano aperte, ma non è verosimile che qualcuno abbia dato fuoco per ripararsi dal freddo, visto che in questo periodo fa già molto caldo nelle ore notturne. Ha fatto scalpore, e nei caorlotti ci si interroga su questo senza esprimere giudizi, il silenzio dell’amministrazione comunale. Prudenza o cos’altro?
Marco Favaro, esponente di minoranza che anche in consiglio comunale ha cercato di approfondire il tema delle infiltrazioni mafiose nel territorio, si è mostrato invece piuttosto allarmato. E, facendo uno più uno, sarebbe emerso qualcosa di interessante (visto che si parla di un collegamento preciso) con l’incendio alla Sg, a Ottava Presa di San Stino. Anche questo è un episodio decisamente controverso e curioso. Era l’8 maggio quando furono distrutti dalle fiamme quattro moduli abitativi per i campeggi del parco di Sg Marine, di proprietà di un altro personaggio conosciuto alle forze dell’ordine. La Sg produce e commercia moduli abitativi simili a quelli che finirono divorati dalle fiamme al campeggio di Pra’delle Torri l’estate scorsa, durante un rovinoso
incendio provocato dalla disattenzione di un turista. L’Sg stava dando fastidio a qualcuno? Le inchieste sui due incendi sono state unificate. I carabinieri di Portogruaro vogliono trovare altri elementi in comune e non intendono fermarsi. I misteri continuano.
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