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Candidati alla resa dei conti 

Aspiranti sindaco a confronto. Stilettate tra Semenzato e Boldrin. Gasparini: «Mai con la Pavanello»

MIRANO. Il gelo, dopo le querele, tra Pavanello e Tigani, le stilettate tra Semenzato e Boldrin per il centrodestra diviso, lo schiaffo di Gasparini alla sindaca uscente. Al confronto organizzato dall’agenzia ExoZero1 di Vincenzo Lovino, davanti a un centinaio di persone, partecipano in sette (dà forfait Marco Marchiori): il dibattito tocca nervi scoperti, pur senza scintille. Alla fine, dal confronto all’americana, un vero vincitore non esce. Si affrontano temi, più che programmi, uno su tutti il nodo delle alleanze (mancate): «Prove di accordo ci sono state», afferma Alberto Semenzato, «ma di centrodestra nei nostri interlocutori ne abbiamo trovato poco. E poi non si capisce perché la Lega che è attestata al 15% debba portare acqua con le orecchie a chi è sotto il 5%». Neanche troppo velato il riferimento a Forza Italia. La replica di Maria Giovanna Boldrin: «Confermo i contatti, la Lega voleva esprimere il candidato, abbiamo chiesto una rosa di nomi. Poi mi sono trovata Semenzato sui giornali, già candidato. Nulla contro di lui, è un amico, ma non mi piace essere presa in giro dai suoi. Se oggi impongono un nome, domani con cosa lo faranno? » . Anche Stefano Tigani è chiamato a spiegare che fine ha fatto Fratelli d’Italia: il partito della Meloni annunciò l’appoggio al suo Movimento cittadini, poi è sparito: «Siamo partiti come progetto aggregativo, avevamo aperto le porte a tutti», spiega Tigani, «gli unici ad aderire però furono FdI. Abbiamo ritenuto che non fosse il caso, ci avrebbero attaccato dicendo che siamo loro mascherati da movimento. Così alla fine siamo le uniche vere civiche». Non se la passa meglio il centrosinistra, dove i transfughi del centro e della sinistra critica puntano a erodere consensi alla coalizione di Maria Rosa Pavanello: «Non è che la giunta uscente abbia fatto male, è che non ha fatto niente», punge Luigi Gasparini, «i miranesi oggi percepiscono cinque anni di vuoto, voteranno ancora la meno peggio? La sindaca è sempre stata via da Mirano, ha deciso poco e io farò di tutto perché non vinca e sia così per altri cinque anni». «Cinque anni fa la maggioranza era la migliore che si potesse fare», rincara la dose Giorgio Babato, «poi però su alcune questioni è emerso un disaccordo: noi abbiamo sempre detto la nostra con trasparenza. Andare da soli è la strada più difficile, ma anche la più coerente». Poi c’è il ballottaggio. Lo danno tutti per scontato, anche i diretti interessati. Un posto non dovrebbe avere problemi a conquistarlo la sindaca uscente, l’altro se lo contendono in diversi. Serviranno apparentamenti per sconfiggerla? «Abbiamo firmato un impegno e non faremo coalizioni», chiarisce Antonio Milan, 5 stelle, «anche perché ipotizzando alleanze finiremo per essere come tutti gli altri e noi invece rappresentiamo l’alternativa. Inoltre è l’unica garanzia per seguire il nostro programma». La sindaca scuse a Tigani per ritirare la querela sulla vicenda delle teste mozzate non intende farne. E chiamata più volte in causa sulle sue assenze, si scalda
sul finale: «Ancora con questa storia che ho troppi impegni: il mio ruolo negli altri incarichi è sempre stato da sindaco di Mirano. Se qualcuno oggi pensa di fare il primo cittadino seduto in ufficio, è lontano anni luce dalla realtà».
Filippo De Gaspari
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