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Distesi in strada per un selfie con le auto

L’ultima moda choc in voga tra alcuni ragazzini all’uscita da scuola, via Rossignago teatro del gioco pericolosissimo

Investiti da treno, Polfer: " Più 63% di vittime, aumentano le bravate" L'8 marzo 2017 un ragazzo di 13 anni viene travolto da un treno alla stazione di Soverato, in Calabria. L'ipotesi degli investigatori: morto per un selfie. Il tredicenne è l'ultimo di una lunghissima lista di vittime. Questi i dati sul 2016 diffusi dalla polizia ferroviaria

SPINEA. Si sdraiano sulla strada per fotografarsi con le auto in arrivo. L’ultima moda choc, una vera follia tra i giovanissimi, sbarca a Spinea, in via Rossignago e a segnalarla sono stati venerdì alcuni cittadini in transito lungo la strada-quartiere che collega il centro con via della Costituzione. Trafficata al punto giusto: abbastanza da poter giocare con il rischio e il destino. In pieno giorno, all’uscita da scuola, alcuni alunni minorenni, hanno deciso di sfidarsi a una sorta di street-selfie: ci si distende sulla carreggiata e si attende un’auto in avvicinamento. Poi ci si scatta una foto con il cellulare e ci si rialza in fretta.

Ossessione selfie, il cortometraggio con Kirsten Dunst Il tag batte l'autografo. Si potrebbe riassumere così il messaggio del corto ''Aspirational'', diretto da Matthew Frost per Vs.Magazine, che vede protagonista Kirsten Dunst. L'inseguimento delle fan, pronte a chiedere un autoscatto con l'attrice, diventa il pretesto per ribaltare il punto di vista. Nell'era ''social'' la star, che sembra trovarsi al centro dell'attenzione, diventa solo uno sfondo per la foto da postare su Facebook. E le ragazze, protagoniste a tutti i costi, lo fanno capire senza troppi giri di parole

Probabile che a vincere sia chi si scansa all’ultimo nomento: fa fede la foto che immortala l’auto più vicina. A denunciarlo un paio di cittadini presenti alla scena, alcuni si sono rivolti ai carabinieri per segnalare il fatto. Altri hanno deciso di scriverlo sui numerosi gruppi cittadini di Facebook, per mettere in guardia giovani e adulti dal pericoloso effetto emulazione. Perché a quanto pare il gioco, oltre a essere molto pericoloso, può anche diffondersi in fretta. A scuola, sui social, con le catene WhatsApp. «Ieri tornando a casa in via Rossignago ho visto dei ragazzini con la cartella, usciti da scuola, che si distendevano in mezzo alla strada per farsi le foto con le macchine, costrette a frenare di colpo», racconta una cittadina, «e facevano a gara di chi aveva meno paura a stare in mezzo alla strada, mentre la macchina si avvicinava».

Mania autoscatto, la psicologa: ''Può diventare una dipendenza'' La mania degli austoscatto, da realizzare in ogni momento con telefoni cellulari o tablet, può generare dipendenza. A sostenerlo è la psicologa americana Kimberly Sue Young, una delle massime esperte internazionali di dipendenze da internet. Intervenuta in questi giorni al primo congresso internazionale sugli "Internet Addiction Disorders", organizzato a Milano, ha spiegato: "Spesso dietro i selfie ci sono timidezza, bassa autostima e solitudine. Il riscontro della rete, con i 'mi piace' dei social network, è talmente importante da diventare indispensabile per chi lo pubblica" (video di Elena Peracchi)

La denuncia social ha subito raccolto disapprovazione, sconcerto ma anche applausi: non suscita allarme, ma mette in guardia genitori e automobilisti.

«Perché é un attimo che un’automobilista vada più veloce o sia distratto e non riesca a frenare i tempo. Per chi ha figli di quelle età, parlatene. E chi vede, lo segnali ai carabinieri», avverte la donna. L’ultima follia tra i giovani non è però all’esordio: qualcosa di simile era stato segnalato pochi mesi fa a Este, nel padovano, con giovani tra i 12 e i 15 anni, protagonisti di un atto di coraggio o forse solo di stupidità: seduti o sdraiati in mezzo alla strada, pronti a scappare via quando le auto si avvicinano. Anche di notte, quando fa buio e i semafori vengono spenti, rimanendo lampeggianti. Per gli esperti è solo l’ultima moda folle tra gli adolescenti, dopo la scoperta di un gioco analogo sui binari, della sfida ad alte quote su cornicioni e gru e del temibilissimo “blue whale”, il gioco del suicidio, che corre sui social e prevede di misurarsi con 50 sfide sempre più estreme, che trasformano i nostri giovani fino a portarli alla depressione.

La prova finale è il suicidio, da filmare per darne testimonianza agli amici. Dalla strada a Internet, la moda è sempre più horror e adesso coinvolge tutti, non solo famiglie ed educatori, ma anche semplicemente chi è al volante. L’invito: attenzione e segnalare sempre alle forze dell’ordine.

Filippo De Gaspari

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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