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Venezia, svaligiò la casa della duchessa. Ladro condannato

Il colpo nel 2012 alla Giudecca nel palazzo della cugina di Juan Carlos di Spagna. Pena di 1 anno e 8 mesi per Sebastiano Boscolo

VENEZIA. Era successo in una notte d’estate di cinque anni fa, il 18 luglio 2012. Chi aveva agito, aveva scelto evidentemente un obiettivo sicuro: non una casa qualsiasi, ma il palazzo alla Giudecca di proprietà di Maria da Gloria d’Orléans-Braganza, 70 anni. Basta cliccare su Wikipedia per capire il calibro dell’obiettivo dei ladri: è una principessa brasiliana, duchessa di Segorbe nel Regno di Spagna, cugina da parte materna di Juan Carlos di Spagna, già principessa ereditaria di Jugoslavia e di Serbia in virtù del primo matrimonio con Alessandro II di Jugoslavia, da cui divorziò nel 1985.

I malviventi erano entrati nel palazzo alla Giudecca dove la duchessa trascorre alcuni periodi all’anno. Lei era in casa e si era svegliata di soprassalto dopo aver sentito i rumori provocati dai ladri che stavano sfondando il portoncino d’ingresso. In pochi istanti, i ladri erano riusciti a mettere le mani su quattro fotografie incorniciate, una litografia raffigurante una scena di tauromachia, due statuette in bronzo, il tutto per un valore di alcune migliaia di euro. La duchessa era anche riuscita a vedere le due persone che erano entrate in azione e aveva urlato contro di loro, che nel frattempo se l’erano data a gambe. La fuga dei ladri era stata pure ripresa dalle telecamere di videosorveglianza di una tabaccheria nelle vicinanze.

Le indagini avevano portato all’individuazione dei due presunti responsabili che sono finiti davanti alla giudice monocratica Sara Natto con l’accusa di furto aggravato. Sul banco degli imputati, Sebastiano Boscolo, veneziano classe 1977, pregiudicato, e Andrea Lombardo, anch’egli veneziano, classe 1976, incensurato, entrambi difesi dall’avvocato Vincenzo Di Stasi. Nel corso del dibattimento ha deposto in aula anche la duchessa. La difesa dei due imputati si è battuta per l’assoluzione.

L’accusa ha sostenuto la responsabilità di Boscolo poiché il quadro rubato era stato trovato in un magazzino

che si trova nello stabile dove vive. Si trattava però di uno spazio aperto a tutti i condòmini. Ieri la giudice Natto ha emesso la sentenza, condannando Boscolo a un anno e otto mesi e assolvendo Lombardo dall’accusa di aver messo a segno il furto a casa della duchessa.

 

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