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Cade il numero legale, “grane” rinviate

Il caso Locatelli e la vertenza Casinò saranno discusse mercoledì. Polemica sul progetto di rilancio: la roulette è sbagliata

Niente numero legale. Il Consiglio salta, la maggioranza barcolla. Le “grane” del Casinò e del cambio d’uso per la consigliera di maggioranza Marta Locatelli vengono rinviate di una settimana. Fuori programma ieri mattina a Ca’ Loredan. Erano attesi i lavoratori del Casinò, quelli dei musei e i dipendenti comunali. Con il nodo della Variante urbanistica per una proprietà della consigliera di maggioranza (ex Pdl) Marta Locatelli.

Caso Locatelli. Un edificio a San Marco, già trasformato da residenziale a locazione turistica. Non il massimo per una maggioranza proprio in questi giorni alle prese con la regolamentazione delle locazioni turistiche e un “freno” ai cambi d’uso. «Ma questa è una parte dovuta, una piccola porzione del fabbricato», dice l’assessore all’Urbanistica De Martin. L’opposizione accusa: «Incredibile che si applichi per un consigliere comunale quello che non è mai stato applicato ai cittadini», sbotta il capogruppo Andrea Ferrazzi. «Stiamo parlando di arginare il turismo e la maggioranza vuole votare un cambio d’uso per la sua consigliera», dice Nicola Pellicani. Delibera che crea qualche imbarazzo anche nelle file della maggioranza. Ieri al momento dell’appello nell’aula del Consiglio comunale mancavano in parecchi. Il consigliere Maurizio Crovato (all’estero), Enrico Gavagnin, che si è giustificato per un incidente stradale. Ma anche la stessa Locatelli, che certo non avrebbe potuto votare la “sua” delibera, le due di Forza Italia Lorenza Lavini e Debora Onisto, Giorgia Pea. Qualche defezione anche nelle file della maggioranza. «Ma siete voi che dovete garantire il numero legale», dicono in coro le due consigliere del M5S Sara Visman ed Elena La Rocca. Giovanni Giusto, capogruppo della Lega, replica a muso duro: «Non fate gli interessi della città, avevamo appena concordato nella riunione dei capigruppo alcune cose». «Fatto sta che la maggioranza non garantisce il numero legale», commenta serafico Ottavio Serena, fuoriuscito dalla lista Brugnaro insieme a Renzo Scarpa. Senza di loro, la maggioranza di Lista Brugnaro, Forza Italia, Lega e civiche è scesa da 25 a 23 consiglieri (su 37). Sempre ampia, ma a volte, come ieri, insufficiente a garantire la regolarità dei lavori. Così il sindaco sta pensando a modificare il regolamento, per abbassare la soglia del numero legale.

Casinò. Rinviata al 24 anche la delicata questione della delibera sul Casinò. Rotte le trattative, nonostante il passo avanti – ritenuto insufficiente – fatto dai sindacati dei lavoratori. Ieri clima pesante a Ca’ Farsetti. Boatos su possibili vendite dell’attività – già sfumata con la giunta Orsoni, cinque anni fa – e annunci di nuove polemiche. La ciliegina è stata la scoperta che nei numerosi rendering distribuiti dalla giunta sul nuovo progetto di rilancio della Casa da Gioco a Ca’ Noghera, la “roulette” è stata riprodotta in modo sbagliato. «Grave, come si fa a rilanciare un gioco se non si sa nemmeno come è fatto?», commentava ieri un lavoratore. Nelle foto distribuite nei giorni scorsi si vede una grande ruota della roulette francese con i numeri. Dovrà stare sopra l’ingresso della sede restaurata a Ca’ Noghera, per «rilanciare il gioco e attirare clienti». Ma i numeri sono sbagliati. A sinistra dello zero appare il 13, invece del 26, seguito dalll’11 (invece del 3). Errore di cui la gente non si è nemmeno accorta. Ma che salta all’occhio ai cruoupier e soprattutto ai potenziali giocatori. Le ruote infatti sono tutte uguali nel mondo per quanto riguarda la roulette francese, unica presente al Casinò di Venezia.

Si può controllare anche sul sito della Casa da Gioco. Eppure nella commissione che ha approvato il progetto c’erano molti assessori e dirigenti comunali, il direttore giochi Matteo Santini, lo scenografo della Fenice Massimo Checchetto. Nessuno se n’è accorto.

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