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Aggredirono i carabinieri, in tre a giudizio

Bojon. Sorpreso senza patente giovane fugge a casa, la famiglia lo sostiene, militari in ospedale

CAMPOLONGO. Un 36enne di Bojon, M.V., viene trovato senza patente da una pattuglia dei carabinieri al lavoro nei controlli sulle strade, scappa, viene inseguito e alla fine ne nasce una colluttazione con tutti i suoi famigliari e i sei carabinieri arrivati per portarlo in caserma a Campagna Lupia. Bilancio due feriti fra i militari dell’Arma e denunce per guida senza patente, lesioni e aggressione a pubblico ufficiale. Questa mattina M.V., il padre L.V. e il cognato P.P. compariranno davanti al Gup del Tribunale di Venezia Massimo Vicinanza, che deciderà se rinviarli a giudizio oppure no. A difendere M.V. ci sarà l’avvocato Pascale de Falco.

I fatti risalgono all’autunno del 2014. Durante un controllo di routine dei militari dell’Arma lungo la provinciale 14 a Campagna Lupia, a M.V. era stato intimati di fermarsi per esibire il documento di guida. L’allora 33 di Bojon non si è fermato all’alt dei carabinieri perché la patente non ce l’aveva, gli era stata appena revocata. A quel punto i carabinieri lo hanno inseguito a tutta velocità lungo la strada, M.V. ha finito la sua corsa davanti a casa sua, in via Villa a Bojon di Campolongo Maggiore.

I carabinieri a quel punto lo hanno fermato sul cancello dell’abitazione in cui viveva con i genitori. Ne è nato così un parapiglia fra i militari che volevano portarlo in caserma a Campagna Lupia e i suoi famigliari.

A cercare di evitare il fermo di M.V. infatti erano intervenuti il padre di 62 anni e il marito della sorella, di 47 anni. M.V. – che era davanti al cancello di casa – è riuscito ad un certo punto ad entrare nell’abitazione è venuto alle mani con i carabinieri appoggiato dai suoi tre famigliari. Una scena che è stata registrata dalla sorella con una videocamera.

«A nostro avviso», spiega l’avvocato de Falco, «i militari hanno ecceduto nel loro dovere e per questo anche loro sono stati denunciati».

Il procedimento contro i carabinieri ad ora nonostante la denuncia non ha avuto seguito, mentre domani il Gup dovrà decidere se rinviare a giudizio i tre per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale e M.V. anche per guida senza patente.

La vicenda all’epoca dei fatti fece molto scalpore a Bojon perché alla scena del fermo e al parapiglia che seguì in centro in via Villa assistette tutto il paese.

I carabinieri feriti riportarono nella colluttazione 8 giorni di prognosi. Andarono in ospedale a Dolo per contusioni e lividi anche M.V. e i suoi famigliari.

Oggi a Venezia il processo all’intera famiglia accusata di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Alessandro Abbadir

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