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Mega deposito di gas liquido in laguna a Porto Marghera

Decal e San Marco Petroli pronte a costruirlo con un contributo europeo entro il 2020. Progetto e autorizzazione in tempi stretti tra mille polemiche

PORTO MARGHERA. A differenza del contestato deposito di gas di petrolio liquefatto (Gpl) che la società Socogas vorrebbe costruire a Chioggia, il terminal gasiero in laguna progettato dalle società per azioni Decal e San Marco Petroli prevede lo stoccaggio di una quantità quasi tre volte maggiore ma di gas naturale liquefatto (gnl) da utilizzare come combustibile per navi da crociera e commerciali e l’autotrasporto.

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Il gnl ha un elevato potere calorifico che permette un significativo risparmio di combustibile rispetto agli altri carburanti, a parità di energia prodotta, viene conservato in forma liquefatta criogenica, ad una temperatura di -160° C che lo trasforma il stato liquido occupando un volume circa 600 volte inferiore. Le emissioni prodotte dalla combustione del gnl hanno un contenuto inferiore di C02 rispetto al gpl, basse concentrazioni di biossidi di zolfo e azoto che lo rendono uno dei carburanti di origine fossile a minor impatto ambientale. Il progetto del nuovo terminal gasiero ha il pieno sostegno dell’Autorità di Sistema Portuale – che l’ha ereditato dalla presidenza di Paolo Costa – che insieme a Decal e San Marco intende realizzare un hub (per tutto il mare Adriatico e il nord Italia) di stoccaggio e distribuzione del gnl. 
 
Il progetto. Decal e San Marco Petroli, le due società attive a Venezia (e non solo) nello stoccaggio e nella movimentazione di rinfuse liquide, hanno messo a punto – in joint-venture e con un co-finanziamento dell’Unione Europea – lo studio di fattibilità per la costruzione a Porto Marghera di un terminal di ricezione e rispedizione gnl da 32.000 metri cubi. Il terminal dovrebbe sorgere lungo il canale Sud, in corrispondenza dell’accosto della banchina “Decal 1” (ex Italcementi) rinnovata nel 2016 e in grado di accogliere navi gasiere con capacità compresa tra 7.500 e 30.000 metri cubi, e fino a 65.000 metri cubi in condizioni meteo normali, che scaricheranno il gnl nei nuovi depositi in progettazione.
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Tempi e direttiva Europee. Il progetto del nuovo terminal si inserisce nell’ambito di “Dafi” – la direttiva europa che promuove l’utilizzo di combustibili puliti e alternativi – recepita dall’Italia in ritardo e da attuare entro il 2020, come prevede la direttiva. Il progetto di fattibilità è stato ultimato e si sta mettendo a punto quello esecutivo che poi dovrà affrontare tutto l’iter autorizzativo previsto, a cominciare dalla Valutazione dell’impatto ambientale, tempi previsti un anno o un anno e mezzo al massimo e un altro anno e mezzo per la costruzione. Oltre all’accosto per ricevere le navi che scaricheranno il gas, il terminal di Porto Marghera sarà quindi dotato di un ulteriore accosto per bettoline di taglia indicativa attorno a 1.000, che potranno poi rifornire le navi “dual fuel” che in futuro transiteranno nel porto di Venezia, di cinque corsie di carico per autobotti di Gnl e – in una seconda fase di progetto – di un raccordo ferroviario per la spedizione del gnl via treno. 
 
Serbatoi e sicurezza. Il gnl criogenico, secondo le tabelle del ministero dello Sviluppo, non è tossico e corrosivo ma a contatto con l’acqua può dar luogo a una rapida transizione di fase con un’esplosione fisica; inoltre è altamente infiammabile quando la concentrazione in aria del gas è tra 5 e 15% di volume. Per garantire la massima sicurezza viene “odorizzato” con un’apposita sostanza che aiuta a rilevarne la presenza. Particolare attenzione sarà poi riservata alla gestione del Bog (il boil off gas, ovvero il vapore che si forma all’interno dei serbatoi che contengono il gnl), il terminal sarà infatti dotato di una stazione di compressione per il trasferimento del Bog alla rete gas nazionale, di un package di riliquefazione e di serbatoi di stoccaggio in pressione, per l’accumulo del Bog in eccesso rispetto alla capacità di riliquefazione. «In ogni caso» come sottolinea Decal spa in una nota on line «la struttura sarà eventualmente collegata alla rete gas solo per esigenze di sicurezza e ambientali, così le emissioni di gas vengano inviate al consumo e nulla venga immesso nell’atmosfera, ma non verranno effettuate operazioni di rigassificazione». 

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Il gas del futuro. L’iniziativa delle due società veneziane oltre ad attuare una direttiva europea diventata legge nazionale, vuole soddisfare la crescente richiesta di questo combustibile a basso impatto ambientale e maggiore sicurezza, sul quale puntano le compagnie croceristiche (Costa, Aida, Msc) che puntano su navi di nuova generazione, alimentate a gas e anche dei primi “ferry dual fuel” (traghetti) e il Terminal passeggeri di Venezia (Vtp). Sono in progettazione avanzata impianti di stoccaggio di gnl a Oristano in Sardegna, nel livornese (Toscana), Ravenna e Rovigo. La direttiva europea e la legge italiana prevedono per le amministrazioni pubbliche la sostituzione del rispettivo parco di auto, bus e altri mezzi di servizio di almeno con il 25% di veicoli a gnl, veicoli elettrici e veicoli a funzionamento ibrido, nonchè di spazi auto dotati di colonnina devono essere il 20% dei totali. 
 
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