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Chioggia

Consulta della pesca, critiche al regolamento

Elio Dall’Acqua di Forza Italia attacca i grillini sui troppi rappresentanti. L’assessore replica

CHIOGGIA. La nuova proposta di regolamento della Consulta della pesca ha già cominciato a far discutere, prima ancora di approdare in consiglio comunale. A sollevare i primi dubbi è stato Elio Dall’Acqua, pescatore, componente del commissione del mercato ittico e responsabile del settore pesca per Forza Italia.

Per cominciare, il numero di riunioni della consulta, «almeno due volte l’anno» come recita il regolamento, per Dall’Acqua «è troppo poco». Ma, risponde l’assessore comunale alla pesca, Patrizia Trapella, «ne faremo sicuramente di più e non c’è alcuna preclusione a fare tutte le riunioni che si renderanno necessarie». C’è poi la questione della scelta dei componenti della Consulta: il sindaco effettuerà una ricognizione tra le categorie della pesca (nove quelle individuate nel regolamento corrispondenti ai vari mestieri) e, scelte le realtà «più rappresentative», chiederà loro di indicare due nomi, un effettivo e un supplente. Per l’assessore Trapella è il modo più rapido e coinvolgente, per Dall’Acqua lascia un po’ troppa discrezionalità ai politici. Ma il nodo di fondo è proprio la parcellizzazione della consulta in quei nove settori da un componente ciascuno.

Mentre in precedenza ogni componente del tavolo azzurro (così si chiamava) era un dirigente di federazione o cooperativa, con uno sguardo d’insieme sul mondo della pesca, oggi ci sarebbe il rischio di riproporre nella Consulta le rivalità tra i vari mestieri quanto a luoghi di attività, tempi e modi di cattura, ecc. «Se ognuno guarderà solo la sua categoria, la Consulta non funzionerà. E poi mancano anche i sindacati, la Capitaneria, ecc.» dice Dall’Acqua. Risponde la Trapella che «il nostro proposito era proprio tenere fuori la politica dalla Consulta. Infatti il sindaco e la sottoscritta ne

faranno parte ma senza diritto di voto: i pescatori faranno le loro proposte autonomamente. Sindacati altri enti potranno essere invitati alle discussioni in qualsiasi momento e i pescatori saranno responsabilizzati nelle loro decisioni, nell’interesse di tutto il settore».

Diego Degan

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