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«Bisogna garantire la sicurezza»

Il M5S sollecita trasparenza: coinvolgere i residenti di un’area già maltrattata

Massima trasparenza e grande attenzione per un territorio già sottoposto ad una pressante impatto ambientale come Porto Marghera. Lo chiedono i consiglieri comunali e i militanti del M5S veneziano dopo essere venuti a conoscenza del progetto del nuovo terminal gasiero veneziano.

«Il territorio di Marghera» dice Antony Candiello «è già sottoposto a molteplici criticità in termini di impatto ambientale, inquinamento e rischio industriale, come i recenti accadimenti (scarichi di emergenza in torcia, allarme radioattività, livelli-soglia di pm10 più volte superati) evidenziano. Ora emergono progetti per nuovi grandi depositi di gas infiammabili che ci inquietano come residenti e rischia di vanificare le promesse non mantenute fatte ai cittadini di Malcontenta in un articolato processo partecipato riguardo l’Accordo del Vallone Moranzani che prevede la realizzazione di un parco urbano e lo spostamento della San Marco Petroli lontano dall’area abitata e spesso maltrattata di Malcontenta». Per Sara Visman, consigliera comunale M5S, progetti di questa entità «dovrebbero essere discussi in piena trasparenza e condivisione, coinvolgendo per tempo cittadini e istituzioni, in primis le commissioni consiliari deputate ed il consiglio comunale. Altrimenti il rischio è che decisioni così rilevanti vengano prese in maniera affrettata con deliberazioni all’ultimo momento utile e senza comprenderne appieno le conseguenze,

suscitando sospetti nei cittadini e possibili opposizioni».

Anche la consigliera Erika Baldin (M5S) chiede di «aprire il dibattito per impianti di questa dimensione nelle sedi istituzionali, in questo caso regionali e con i cittadini come nel caso dei depositi gpl di Chioggia».

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