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La Socogas ferma i lavori e ricorre al Tar

L’azienda chiede l’annullamento dell’atto e il risarcimento danni. Contestato anche il raffronto con la strage di Viareggio

CHIOGGIA. Ricorso al Tar contro l'ordinanza del Comune che blocca il cantiere gpl e chiede il ripristino dello stato dei luoghi. Costa Bioenergie ha dato mandato ai propri legali di impugnare il provvedimento in Tribunale chiedendone l’annullamento e il risarcimento dei danni. In attesa della decisione del Tar di Venezia i lavori saranno sospesi. L’azienda non commenta l’ordinanza, ma interviene sull’incontro pubblico di domani sera con le vittime di Viareggio, organizzato dai No Gpl, contestando il tentativo di associare il disastro ferroviario con quanto si sta realizzando a Chioggia.

Ricorso al tar. Com’era prevedibile la reazione, legale, all’ordinanza comunale non si è fatta attendere. Costa Bioenergie, a conoscenza dallo scorso venerdì che il Comune aveva deciso di procedere con la sospensione del cantiere per abuso, non ha mai voluto commentare la scelta in attesa di leggere l’atto. «Abbiamo ricevuto l’ordinanza del Comune», spiega l’ingegnere Luca Moroni, amministratore unico di Costa Bioenergie (gestore dell’impianto di Socogas), «abbiamo dato indicazioni ai nostri legali per proporre rapidamente ricorso avanti al Tar di Venezia per l’annullamento del provvedimento e il risarcimento dei danni». L’ordinanza impone la demolizione di quanto realizzato (piazzale, tre bomboloni, setti murari in calcestruzzo armato) entro 120 giorni dalla notifica motivandone la richiesta con l’assenza dell’autorizzazione paesaggistica. «In attesa della decisione del Tar», precisa Moroni, «i lavori verranno interrotti in quanto la nostra società considera doveroso attendere le decisioni della magistratura con la serenità di chi ritiene di aver sempre operato nel rispetto delle leggi».

Il Comune tira dritto. Il ricorso al Tar era scontato. «Non ci aspettavamo nulla di diverso», commenta il sindaco, Alessandro Ferro, «è evidente che la società si opporrà nelle sedi previste. Nulla cambia, siamo certi che il nostro provvedimento sia perfettamente regolare e ci difenderemo con determinazione in Tribunale. Chiaro che nel frattempo i lavori devono fermarsi». Nelle prossime ore quindi il cantiere verrà “congelato” in attesa dell’evolversi giudiziario del percorso.

La strage di Viareggio. L’azienda solleva però un’altra questione, legata alla scelta del comitato No Gpl di associare la strage di Viareggio, dove persero la vita 32 persone, a possibili incidenti nell’impianto di Chioggia.

«Non intendiamo mettere in discussione la valenza delle testimonianze dei familiari delle vittime di quell’incidente», spiega il direttore generale della Socogas, Giampaolo Zucchi, «di cui comprendiamo il dolore, ma di nuovo dobbiamo registrare che si vuole influenzare l’opinione pubblica con informazioni distorte, infondate e allarmistiche. Contestiamo la volontà di paragonare, in maniera scorretta e strumentale, quanto accaduto durante un trasporto ferroviario a Viareggio con il deposito di Val da Rio. Il progetto di Chioggia nasce per la profonda crisi nella disponibilità di gpl in Italia a causa della chiusura delle raffinerie di Cremona, Mantova, Marghera e Roma che ha costretto gli operatori a rivolgersi al mercato estero, principalmente in Francia».

Socogas si rifornisce da Marsiglia con una logistica via treni e autobotti per 80.000 tonnellate all’anno. «Col deposito di Chioggia», spiega

l’ingegner Moroni, «il trasferimento avverrà via mare e non via treno eliminando dai centri abitati del Nord il transito di 80 treni all’anno, pari a 1.600 vagoni. Il triste evento di Viareggio non è replicabile nel deposito né come modalità né come conseguenza».

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