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Grandi navi, ok al Vittorio Emanuele

Accordo con il governo. Comitatone entro maggio per dividere i soldi della Legge Speciale e decidere le alternative

VENEZIA. Un Comitatone entro il mese di maggio. Per distribuire i soldi della Legge Speciale. E soprattutto, decidere sulle grandi navi. Con il progetto Vittorio Emanuele che avrebbe ormai convinto il governo. Notizie non ancora ufficiali, ma molto attendibili. Nel corso degli ultimi incontri romani tra il sindaco Luigi Brugnaro, ministri e direttori generali delle Infrastrutture, Ambiente, Beni culturali, sarebbe maturata la decisione.

Punto primo: si terrà presto a palazzo Chigi il Comitatone, organismo previsto dalla Legge Speciale, unico abilitato a decidere sulla salvaguardia e gli interventi in laguna. All’ordine del giorno ci sarà l’esame dei lavori del progetto Mose, con tutti i problemi e le complicazioni registrati negli ultimi mesi. La distribuzione dei fondi stanziati dal governo nell’ambito del “Patto per Venezia”, firmato dall’ex premier Renzi nel novembre scorso a Venezia con il sindaco. 457 milioni sbloccati, di cui 45 per la manutenzione della città.

Ma soprattutto dovrà essere il Comitatone delle grandi navi. E a quanto pare dell’annuncio del via al progetto alternativo al passaggio davanti a San Marco. Richiesta pressante dell’Unesco e dell’opinione pubblica mondiale. Ritardi accumulati di più di cinque anni dalla tragedia della Costa Concordia e dalla pubblicazione del decreto Clini-Passera. Divisioni e polemiche, progetti faraonici andati in archivio o bocciati, come lo scavo del canale Contorta e le Tresse. Adesso i contendenti rimasti sul campo sono soltanto due. L’avamporto al Lido, progetto firmato dalla società genovese Duferco e da Cesare De Piccoli. Approvato dalla Via con prescrizioni, ma bocciato dal Porto e dal Comune. E il Vittorio Emanuele, arrivo in Marittima utilizzando la bocca di Malamocco e il canale dei Petroli e non più il Lido. Opinioni come sempre contrastanti. Ma il Vittorio Emanuele sembra avere consensi allargati anche all’interno del Pd e della maggioranza di governo.

In vista della prossima riunione del Comitatone, il primo presieduto da Gentiloni, il Porto sta preparando progetti e documentazione. Anche uno studio comparato (“Analisi Swot”) che fornisce cifre, vantaggi e svantaggi delle varie soluzioni. «Così i decisori saranno messi in condizione di decidere senza polemiche e senza slogan», dicono a San Basilio. La strada del Vittorio Emanuele sembra la più libera per condurre in porto l’alternativa alle navi a San Marco ed evitare così le sanzioni promesse dall’Unesco. Si sta valutando se il progetto – che non prevede nuovi canali ma uno

scavo significativo per approfondire l’attuale Vittorio Emanuele e realizzare il bacino di carenaggio – debba essere sottoposto per legge anche alla Via. «Se serve lo faremo», aveva promesso il presidente del Porto Pino Musolino. La soluzione adesso sembra vicina.

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