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La Procura indaga con 4 magistrati

Aperto un fascicolo dopo gli esposti per una vicenda che ha avuto inizio nel 2009

CHIOGGIA. La vicenda dell’impianto gpl di Val da Rio parte da lontano. Le prime richieste di autorizzazioni per un deposito costiero di prodotti energetici (benzina, gasolio, biodiesel) sono datate 2009. Il decreto interministeriale (Ministero dello sviluppo economico e Ministero delle infrastrutture) che dà il via libera al progetto è del 26 maggio 2015. Nel mezzo due conferenze dei servizi a Roma e una variante al progetto originale che ha ampliato le dimensioni del deposito e sostituito la benzina e il biodiesel col gpl. I lavori a Val da Rio realizzati dalla Costa Bioene6gie (braccio operativo di Socogas) con un investimento di 25 milioni di euro si sono aperti a luglio 2015 con le fondazioni.

A luglio 2016, dopo un anno di monitoraggio per verificare l’assestamento del sottofondo, il cantiere è ripreso. A dicembre sono arrivati i tre serbatoi, da 3.000 metri cubi ciascuno, portati via mare dal porto di Augusta. Lì scaricheranno le navi gasiere provenienti da Algeria e Russia. Ne arriveranno 30 all’anno, mentre ogni giorno partiranno da Val da Rio 15-20 autobotti dirette in tutte le stazioni di servizio del Nordest.

Gli ultimi dodici mesi (dall’apertura della campagna elettorale per le amministrative del 2016) la vicenda gpl è rimasta sempre sotto i riflettori. La politica, i portuali e i cittadini, riuniti nel comitato No Gpl, hanno sollevato continui rilievi e carenze sull’iter. Si sono moltiplicati gli esposti, che hanno dato origine all’apertura di un fascicolo in Procura a Venezia a cui sta lavorando un pool di quattro magistrati in cui si ipotizza anche il disastro ambientale, le raccolte firme, i cortei di piazza e gli appelli a tutti gli enti coinvolti per riaprire l’iter e convocare una nuova conferenza dei servizi. Nei dodici mesi i lavori al cantiere sono proseguiti a ritmo serrato.

All’interno dell’impianto dovrebbero trovare occupazione una ventina di persone (operai specializzati, personale amministrativo e un ingegnere a capo della sicurezza) a cui si aggiungono una ventina di autisti e i portuali per le manovre di ingresso e ormeggio delle gasiere. (e.b.a.)

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