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Duemila interventi l’anno per Ortopedia di Dolo

Quasi il 90% dei pazienti viene operato entro due giorni dal trauma, i più deboli sono gli anziani: «Serve più attenzione, molte fratture avvengono in casa»

DOLO. Oltre duemila interventi ad Ortopedia all’ospedale di Dolo nel 2016, oltre 300 le fratture di femore trattate in sala operatoria. È stato operato l’89,68% dei pazienti entro due giorni, superando così gli obiettivi regionali che fissano la percentuale al 60%. Sono i dati del reparto del distretto Mirano-Dolo dell’Usl 3 Serenissima.

Ad Ortopedia di Dolo si sono registrati, lo scorso anno, 1.920 interventi. Sono stati trattati circa 800 traumi (oltre ai casi delle fratture di femore dell’anziano) ed eseguiti 371 interventi di protesi: anca, ginocchio e spalla. L’Ortopedia di Dolo compare tra le sette Ortopedie delle Usl del Veneto del Programma nazionale esiti (Pne) che tratta un numero così significativo di fratture del femore con una percentuale positiva di presa in carico. Gli anziani con frattura di femore sono ai primi posti nell’ordine di trattamento. Nella maggior parte dei casi il trauma avviene tra le mura domestiche. Per questo – suggeriscono i medici – sono necessarie alcune accortezze, sia di attenzione del famigliare nei confronti del proprio anziano, sia di arredamento più sicuro. «Le abitazioni non devono essere dei percorsi ad ostacoli», ha ricordato il primario, «bisogna evitare tappeti, suppellettili sparsi e passaggi angusti. Un’attenzione particolare va data al locale del bagno: meglio se l’anziano non viene lasciato solo al momento della toilette. Purtroppo diversi casi di frattura avvengono nella vasca da bagno. Per ultimo, ricordo che la bicicletta, anche se rientra sicuramente tra gli stili di vita corretti, è sconsigliata per gli over 70». Oltre al trattamento chirurgico del femore, il reparto ortopedico della Riviera del Brenta, che conta in organico 12 ortopedici più il primario, il dottor Paolo Esopi, punta a dare risposte mediche diversificate. «Facciamo bene l’ortopedia», spiega Esopi, «perché sappiamo trattare bene la traumatologia. Faccio lavorare tutti i miei medici, ciascuno si è specializzato in un settore e lo fa al meglio. Il nostro punto forza è la protesica (protesi di anca, spalla e ginocchio), le artroscopie sia della spalla che del ginocchio. Facciamo il piede e la chirurgia vertebrale (di base). Abbiamo istituito ambulatori dedicati in modo da poter seguire bene il paziente anche dopo gli interventi».

Soddisfatto il direttore generale dell’Usl 3 Giuseppe Del Ben: «È un risultato importante, se ricordiamo che questo dato tocca soprattutto una fascia fragile di cittadini,

gli anziani i quali, se vengono trattati tempestivamente, hanno sicuramente maggiori probabilità di riprendere le loro funzioni: non solo aumenteremo l’aspettativa di vita, ma il nostro obiettivo è anche quello di migliorarne la qualità».

Alessandro Abbadir

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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