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Crolli delle rive erba alta e degrado emergenza fiumi

I sindaci e le associazioni ambientaliste denunciano il grave stato di salute dei corsi d’acqua della Riviera

MIRA. Crolli continui delle rive, sfalci insufficienti e inquinamento. I tre principali canali della Riviera del Brenta, Naviglio del Brenta, Taglio e Novissimo, versano in un pessimo stato di salute. Un biglietto da visita turistico, in queste giornate destinate alle scampagnate e alle gite all’aria aperta, soprattutto per il Naviglio del Brenta, davvero poco invitante. A denunciare la situazione sono i sindaci dell’area, e le associazioni ambientaliste del territorio. «Il tratto del Naviglio che va da Fusina a Stra - spiegano Francesco Vendramin e Andrea Bortolato dell’associazione ambientalista Vas - è lungo 20 chilometri sono un colabrodo. Ci sono interi tratti di riva di decine di metri crollati dentro il canale. Lo scavo del fondo del corso d’acqua non si fa più da 40 anni cioè da metà degli anni Settanta. Il transito dei “Burchielli” da aprile a settembre in questo modo diventa un pericolo. Ci sono poi imbarcazioni troppo grandi che passano per il canale e creano erosione con il moto ondoso. Gli alberi che vengono tagliati non vengono rimpiazzati come capitato per l’area in cui è passato il tornado nel 2015 ad esempio. Il Genio Civile interviene con interventi a spot. La Regione ha calcolato che per mettere in sicurezza l’intero tratto servirebbero oltre 25 milioni di euro. E i soldi non ci sono. Non si doveva aspettare che la situazione arrivasse a questo punto». Crolli sono evidenti a Oriago di Mira in Riviera Bosco Piccolo, fra Mira e Oriago, e poi in località Cesare Musatti, Ponte Novo a Dolo, fra Fiesso e Dolo e a Stra.

«Il problema - spiega Caterina Cacciavillani sindaco di Stra e presidente della Conferenza dei sindaci della Riviera - è noto da anni e abbiamo cercato in tutti i modi di sensibilizzare il Genio civile. La Regione è disposta ad intervenire aumentando gli sfalci d’erba sulle rive ma per impegni più importanti collegati al loro consolidamento non si è espressa. Abbiamo chiesto un incontro con l’assessore all’ambiente regionale Bottacin». Alcuni lavori di consolidamento delle rive denunciano gli ambientalisti sono stati fatti non bene e dopo i lavori nelle parti appena consolidate si sono riverificati dei crolli. Il sindaco di Mira Alvise Maniero, da anni denuncia il problema. «Prima delle grandi opere - dice il sindaco - bisogna pensare alle manutenzioni. Mira è a rischio idrogeologico per la pluridecennale carenza di manutenzione degli argini. Il Comune di Mira poi deve far fronte con il suo bilancio alla manutenzione di 7 ponti sul Naviglio». Proprio per reperire risorse (la manutenzione dei ponti costa circa mezzo milione l’anno) il Comune è a favore dell’istituzione di una tassa al passaggio dei natanti turistici sul Naviglio. Non sono in migliori condizioni neanche i canali Novissimo e Taglio. Sul Novissimo che da Mira porta fino a Conche di Codevigo costeggiando la Romea il problema principale è la diffusione di nutrie che minano

gli argini mentre per il Taglio che da Mira porta a Mirano il problema è la diffusione di un’alga inquinante di origine sudamericana la Ludwigia Grandiflora, che arrivata qualche anno fa, si è diffusa anche al Naviglio e al Novissimo.

Alessandro Abbadir

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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