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Casinò di Venezia, rischio 150 esuberi e sede chiusa 

Il sindaco al Consiglio: «Disponibili a una soluzione che salvi i posti di lavoro, ma non accettiamo ricatti dai sindacati»

VENEZIA. Casinò, il Comune stringe i tempi ed è pronto a decidere, con o senza l’accordo con i sindacati su tagli, efficientamento e revisione del contratto dei dipendenti della casa da gioco. Lo scenario peggiore è quello di almeno 150 licenziamenti e della chiusura della sede veneziana di Ca’ Vendramin Calergi.

A dirlo, ieri in Consiglio comunale, è venuto direttamente il sindaco Luigi Brugnaro, dopo che il giorno prima si era rotto il tavolo di trattative tra i sindacati e l’assessore comunale alle Aziende Michele Zuin per la decisione - con un atto giudicato unilaterale e provocatorio da parte delle sigle - dell’Amministrazione di rottamare 20 slot-machines della sede di Ca’ Noghera, violando un accordo sottoscritto nel 2008. Di qui l’abbandono del tavolo da parte dei sindacati e la dura reazione di Zuin.

Piano esuberi. Ieri Brugnaro è stato ancora più esplicito. «La questione Casinò» ha detto Brugnaro «va risolta una volta per tutte. Su questo spero non ci siano polemiche. L’abbandono del tavolo è un gesto ci ha rattristato molto. Ci è sembrato un ricatto inaccettabile. Se l’atteggiamento è quello di alzarsi dal tavolo, noi non possiamo essere succubi di questo modo di fare». Il primo cittadino nell’aula di Ca’ Farsetti ha proseguito: «I lavoratori sappiano che noi siamo disponibili a trovare una soluzione che salvi tutti i posti di lavoro, ma di fronte al mancato accordo su garanzia posti di lavoro e attrattività dovremmo proporre un piano con 150 esuberi. Sono stati confermati altri due incontri con i sindacati. Se non troveremo un accordo noi comunque faremo una nostra proposta. Non accettiamo l’idea che sindacato possa avere potere di veto nella gestione dell’azienda».

Ca’ Vendramin. . Il sindaco ha appunto fatto cenno anche alla possibilità di chiudere la sede di Ca’ Vendramin Calergi, con i relativi esuberi e già il giorno prima Zuin aveva ribadito come l’eventuale accordo sul Piano industriale presentato dal Comune per il Casinò debba essere integrato da un nuovo contratto di lavoro. I prossimi incontri con i sindacati sono programmati il 2 e 3 maggio, ma già l’8 la giunta potrebbe riunirsi e decidere sulla ricapitalizzazione della casa da gioco e i provvedimenti conseguenti.

Piano industriale. Anche ieri a Ca’ Farsetti, sollecitato in particolare dal consigliere Nicola Pellicani (Pd) sui contenuti del Piano industriale ai fini del rilancio della casa da gioco, Brugnaro non è entrato nei dettagli. L’impressione è che il Comune - che deve comunque ricapitalizzare per 2 milioni la società della casa da gioco entro fine di maggio per tenerla in equilibrio - voglia comunque forzare la mano per arrivare a un nuovo contratto dei dipendenti del Casinò e a un nuovo sistema di premi, che consenta di risparmiare tra i 7 e gli 8 milioni alla società. I sindacati, da parte loro, erano finalmente riusciti a presentare in modo unitario una loro proposta di riorganizzazione e di risparmi della società, come lo stesso Comune aveva chiesto. Si tratta di capire se il Comune ne terrà conto nella sua.

Numeri pesanti. I numeri del Casinò restano pesanti. Nei primi tre mesi del 2017 gli incassi sono calati di oltre 2,6 milioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ca’ Vendramin Calergi ha uno sbilancio annuo tra costi e ricavi di circa 18 milioni. I debiti

complessivi del Casinò ammontano a circa 140 milioni di euro. L’ospitalità costa complessivamente circa 14 milioni di euro annui mentre il costo del lavoro è di circa 41 milioni di euro annui per i circa 600 dipendenti, di cui circa 140 per la sede veneziana. Quella che potrebbe chiudere.

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