Quotidiani locali

Comunità bengalese venerdì in preghiera nella sala del Palaplip

È il secondo venerdì senza la sede di via Fogazzaro Trattative per uno spazio tra via Torino e la stazione

Per il secondo venerdì, domani, la comunità bengalese di via Fogazzaro sarà senza una sala di preghiera in cui riunirsi. Sulla scorta della chiusura del centro voluta dall’amministrazione comunale, infatti, la sede della comunità islamica non è più utilizzabile dai fedeli per la preghiera verso la Mecca, specialmente quella del venerdì. Il locale, infatti, non era in regola con destinazione d’uso e normative urbanistiche, tanto che adesso può essere utilizzato solo per altri scopi, ma non come moschea e luogo di culto.

Da giorni il presidente e il portavoce cercavano una sala in affitto abbastanza capiente per poter ospitare i musulmani. Ieri la notizia che verrà affittata la sala dell’auditorium del Paplip, già utilizzata dalla comunità in più di un’occasione, durante le feste del Ramadan. Il Palaplip, infatti, è abbastanza capiente per accogliere i fedeli, che sono diverse centinaia, se non migliaia. «Per domani», spiega Mohammed Alì, presidente della comunità bengalese veneziana, «abbiamo affittato la sala del Palaplip e pregheremo dunque là». Il Palaplip di via San Donà, infatti, risponde anche a una seconda condizione fondamentale per i fedeli, quella di essere raggiungibile comodamente con i mezzi pubblici e con la tramvia. Uno dei principali problemi, infatti, è proprio quello che la comunità del Bangladesh si sposta molto a piedi, in bici, con il servizio pubblico, non tutti possiedono le automobili, anzi la maggior parte non la possiede. Per questo è fondamentale ricercare un centro che si trovi sì in una zona abbastanza centrale, dove la preghiera collettiva non disturba il vicinato, preferibilmente non all’interno di un condominio in cui può scontrarsi con gli orari di riposo e del silenzio, ma anche in un luogo che la comunità può comodamente raggiungere e dunque non troppo decentrato.

Nel frattempo il centro islamico bengalese di Venezia, si sta dando da fare per trovare anche la soluzione definitiva dove traslocare la sede. «Stiamo trattando uno spazio», spiegano Kamrul Syed, portavoce della comunità e il presidente Mohammed Alì, «nella zona tra via Torino e la stazione: accetteremo chi ci fa l’offerta migliore, per intendersi».

La questione denaro non è irrilevante, perché la comunità aveva già impiegato molti soldi per contrarre il mutuo e acquistare il locale in via Fogazzaro, che è di proprietà. Prosegue Kamrul: «Stiamo lavorando, una volta che avremo in mano la soluzione dovremo presentarla alla comunità, perché per concludere l’operazione servono i soldi delle famiglie». E ancora: «Ringrazio la comunità e tutti i fedeli, che stanno portando pazienza, che si sono comportati bene e ci hanno ascoltato».

Ricordiamo, inoltre, che

si va verso il Ramadan, il mese sacro, in cui le preghiere si moltiplicano, così come il numero delle persone che si recano a pregare nei vari momenti della giornata e che generalmente si trovavano in via Fogazzaro per arrecare meno disturbo possibile ai residenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PROMOZIONI PER GLI AUTORI, NOVITA' ESTATE 2017

Pubblicare un libro, ecco come risparmiare