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La Chiesa raccoglie fondi per gli operai della Ilnor

A Scorzè una Pasqua in fabbrica per i dipendenti licenziati dai nuovi padroni I soldi saranno consegnati domenica dal parroco. Tutta la diocesi si mobilita

La Chiesa sta facendo la sua parte per aiutare i dipendenti dell’azienda metallurgica Ilnor Scorzè. Il parroco di Peseggia e Gardigiano, don Lino Bertollo, ha promosso una raccolta fondi tra i fedeli e la somma sarà consegnata domenica, giorno di Pasqua, al termine delle messe del mattino.

Non solo, perché pure la diocesi di Treviso, con il suo vescovo, monsignor Gianfranco Agostino Gardin, sta raccogliendo dei soldi.

Dunque le iniziative di solidarietà verso il centinaio di operai della fabbrica di via Moglianese, di proprietà della bresciana Eredi Gnutti Metalli (Egm), non stanno diminuendo; nei giorni scorsi, infatti, i colleghi della Fonderia Anselmi di Camposampiero, senza stipendio da alcuni mesi, hanno donato 250 euro e altri 750 sono arrivati da quelli della Lafert di San Donà, produttrice di motori elettrici.

E nonostante i giorni di festa, i dipendenti di Ilnor continueranno nella loro assemblea permanente pure domenica e lunedì sulla scia di quanto sta accadendo da più di due settimane; nel giorno di Pasqua, ci sarà uno scambio di auguri, magari si aprirà una bottiglia e si taglierà una fetta di dolce per salutarsi per poi incontrarsi con don Lino e il sindaco Giovanni Battista Mestriner che ha confermato la sua presenza.

Il giorno dopo ci si riunirà ancora. I dipendenti si daranno il turno come successo in questi giorni e si studieranno altre mosse per tenere alta l’attenzione sulla vertenza della fabbrica dopo la scelta della proprietà di spostare la produzione in Lombardia.

Nel frattempo, i lavoratori di Ilnor sono in cassa integrazione straordinaria a zero ore. Ieri si è tenuta un’assemblea per fare il punto dopo la riunione di mercoledì al Ministero dello Sviluppo Economico a Roma; nelle prossime settimane si ritornerà nella capitale per cercare di trovare una soluzione con Egm e, soprattutto, si dovrebbe capire se qualche imprenditore è disposto ad acquistare lo stabilimento.

I dirigenti del Ministero si sono detti pronti a sondare il terreno se vi possa essere uno o più acquirenti che possa

rilanciare il sito di Gardigiano e salvare l’occupazione della storica fabbrica.

Ma se al momento non ci sono notizie in merito e neppure nomi su possibili interessati, i lavoratori di Ilnor sperano che dall’uovo di Pasqua possa uscire una bella sorpresa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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