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«Freno ai migranti Mira aderisce al progetto Sprar»

Il sindaco Maniero: ne ospitiamo 147, siamo oltre la quota Con il nuovo piano possiamo fermare ulteriori arrivi

MIRA. «Il Comune di Mira aderisce al progetto “Sprar” e dice stop all’arrivo di nuovi migranti nel territorio comunale: ce ne sono 147, più del doppio previsto, e altri comuni non ne accolgono nemmeno uno». Ad annunciarlo è il sindaco di Mira, Alvise Maniero. Il primo cittadino ha comunicato ieri mattina, con una nota inviata a Prefettura di Venezia e al Ministero dell’Interno, l’adesione del Comune di Mira al progetto nazionale “Sprar” per l’accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale. Questa paradossalmente assicura il primo cittadino fermerà l’arrivo di altri richiedenti asilo a Mira.

«Aderendo formalmente a questo progetto -dice Maniero - Mira sarà esente da ulteriori arrivi di migranti poiché siamo già ben oltre la quota prevista per i Comuni che partecipano al progetto Sprar. Senza questa adesione, invece, avremmo potuto vederne giungere altri. Ricordiamo che Mira è tra i primi Comuni della provincia per densità di ospiti rapportata alla popolazione. Accogliamo più del doppio dei migranti che erano inizialmente previsti. Oggi la quota prevista dal Ministero è di 2.5 ogni mille abitanti, noi siamo a 3.8. Le nostre strutture sono sature: siamo favorevoli alla buona accoglienza, ma non ci sono i presupposti logistici per accoglierne di più. Consideriamo che quasi la metà dei Comuni della nostra provincia ne ospitano zero».

Con il nuovo parametro, infatti, fa sapere il Comune di Mira, solo 9 Comuni su 44 sarebbero in regola. Quasi la metà (21), addirittura, non ha preso in carico nemmeno un migrante. E la realtà parla di solo nove Comuni virtuosi: Chioggia, Cona, Dolo, Fiesso d'Artico, Jesolo, Mira, Mirano, Portogruaro e San Michele al Tagliamento. Tra chi non ha ancora raggiunto la soglia c’è chi è quasi a posto (Venezia, San Donà, Fossalta di Piave e Fossalta di Portogruaro, Santa Maria di Sala) e chi invece è lontanissimo. E non è una questione di colore politico. In cima alla lista dei non-accoglienti ci sono due Comuni del Miranese, uno governato da un’amministrazione di centrodestra (Scorzé) e uno invece più a sinistra (Noale). In Riviera del Brenta ne dovevano arrivare in estate a Premaore di Camponogara, ma l’inidoneità della struttura in cui erano presenti lastre di eternit ha fatto si che l'arrivo fosse deviato altrove. Se ne attendono 7 da metà marzo anche a Bojon di Campolongo, ma finora non ne è arrivato alcuno anche per la netta contrarietà del Comune.

A Mira i profughi ora ospitati sono 147 e sono gestiti in queste strutture: cooperativa Olivotti in via Nazionale, al centro San Raffaele-Caritas in via Riscossa, all’ostello comunale di Giare, e in due alberghi a Malcontenta in via Malcanton. Ma non solo, a maggio 2016 il Comune di Mira ha aderito al protocollo stilato dalla Prefettura di Venezia per far svolgere ai migranti lavori volontari e socialmente utili, avviando subito una preziosa attività di pulizia nei parchi. «Il nostro è un esempio virtuoso di accoglienza, con piccoli progetti controllati e di qualità -conclude l’assessore al Sociale Francesca Spolaor - ma per proseguire su questa strada ora ci vuole un limite. Abbiamo fatto abbondantemente la nostra parte per gestire una criticità che prima o poi sarà presente in tutti i territori».

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