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Bimba morì nell’incidente «Il papà non andava forte»

Pramaggiore. La Procura di Pordenone scagiona l’uomo alla guida dell’auto La perizia: «La piccola era stata allacciata al seggiolino correttamente»

PRAMAGGIORE. La consulenza tecnica del perito scelto dalla Procura di Pordenone per indagare sull’incidente mortale di Ponte Madrisio, costato il 6 novembre scorso la vita a due persone ovvero una donna di Varmo originaria di Pieve di Cadore e una bambina di Pramaggiore, scagiona il padre della deceduta, che guidava una delle tre vetture coinvolte nel tragico sinistro di Morsano al Tagliamento. L’auto che ha provocato l’incidente, non procedeva a una velocità sconsiderata: poco meno di 100 chilometri orari. A queste conclusioni è giunto l’ingegnere Carlo Gava, la cui consulenza tecnica è stata consegnata ai magistrati di Pordenone che indagano sul caso. Restano iscritti nel registro degli indagati, come atto dovuto, il guidatore della Saab, Mauro Colarich, e il guidatore della Hyundai, padre della bambina mancata, originario di Cinto Caomaggiore. La loro posizione potrebbe essere archiviata.

Il 6 novembre scorso, mancavano pochi minuti alle 19. Era domenica e la famiglia della bambina stava rientrando dal Friuli dove aveva fatto delle spese. Per raggiungere la loro casa di Blessaglia mancavano pochi minuti. Alla guida di una Passat c’era Romina Toffoletto. La donna stava percorrendo il ponte sul Tagliamento, sulla strada Ferrata, con direzione Udine. Ad attenderla a casa c’erano il marito e la figlia. A un certo punto la tragedia, quando mancavano 200 metri alla parte udinese del ponte. Carlo Gava conferma la dinamica redatta dalla Polstrada di Udine: la Passat ha tamponato la Saab alla cui guida c’era il concordiese di origini triestine Mauro Colarich, ristoratore a San Donà; poi è sbandata invadendo la corsia opposta e scontrandosi con la Hyundai su viaggiavano padre, madre, la bambina piccola e la sorella maggiore. Carlo Gava, il perito, sostiene nella consulenza tecnica che la Passat «stava viaggiando a una velocità prossima ai 96 chilometri orari, mentre la Saab a una velocità di 40 chilometri inferiore». Il guidatore della Hyundai «non poteva evitare l’urto frontale, collidendo a una velocità di 80 chilometri l’ora».

L’urto è avvenuto a velocità non elevatissime. Sulla condotta dell’automobilista veneto alla guida della Hyundai, Gava scrive che «non vi sarebbero estremi di contestazioni delle norme di normale prudente comportamento a suo carico, poiché il forno trasportato non si

discostava dai normali carichi trasportabili nel vano bagagli». Poi si legge che «il seggiolino per bambini sul quale era trasportata e regolarmente assicurata con la cintura di sicurezza la bambina deceduta, era stato posizionato in osservanza delle istruzioni».

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