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I genitori dell’Alfieri «Vogliamo rimanere nella nostra scuola»

Zianigo. Affollata assemblea ieri sera nella sala parrocchiale dove si è discusso della maestra contestata dalle famiglie

ZIANIGO. I bambini di seconda pensano già all’astuccio per il prossimo anno e non sanno che forse non avranno neanche la classe. Ma a non avere futuro è soprattutto la futura prima: non ci sono bambini, tutte le iscrizioni sono state fatte fuori Zianigo. Al grido di “Noi restiamo all’Alfieri” il paese si mobilita e reagisce all’eventualità, ormai quasi certezza, che il prossimo anno scolastico possa partire senza i più piccoli.

Partecipano un centinaio all’incontro in oratorio con il sindaco e il parroco per confrontarsi sulla situazione della elementare, dove la classe seconda si è progressivamente svuotata, fino a rimanere con solo 7 alunni, per la fuga dei bambini verso altre scuole. A causarla le troppe assenze di una maestra che non piace, come non piace il suo metodo di insegnamento giudicato da molti inadeguato. Ma per il futuro preoccupa la mancanza del tempo pieno. Tanti presenti sono però schierati a difesa della scuola e della sua onorabilità, non mancano però i transfughi, che non ci stanno a essere additati come la causa di tutti i problemi. Il clima è caldo. «Non vogliamo lasciare Zianigo e la nostra scuola», affermano i genitori dei sette reduci, «vogliamo valorizzare il nostro paese. Uno a uno i nostri figli si vedono lasciare dai compagni e ci chiedono quando arriveranno i nuovi amici. Pensano già al diario del prossimo anno ed è giusto che sia così, senza pensare dove saranno invece costretti ad andare. Cercano serenità e noi dobbiamo dargliela». Poi aggiungono: «La nostra classe, con solo 7 bimbi, è fuorilegge. Chiediamo aiuto. Dove iscriveremo i nostri figli? Dove rimarrà posto? Molte scuole lo stanno esaurendo. La Alfieri è bella, funziona e le maestre sono speciali. Vogliamo rimanere».

Ma chi è finito a Mirano, Salzano, Veternigo non ci sta: «Siamo andati via perché mia figlia non sapeva né leggere né scrivere alla fine della prima», rileva una mamma, «non abbiamo nulla contro la Alfieri, ma non potevamo aspettare. Ho un altro bimbo piccolo e avrei molto piacere a ricominciare da qui. Ma non siamo stati ascoltati». «Abbiamo lottato con tutte le nostre forze», le fa eco un’altra, «ma è stato alzato un muro contro le nostre richieste. Non è stato facile per noi andare via». Il sindaco Maria Rosa

Pavanello predica unità: «Sono apprezzabili le iniziative che mirano a riportare la serenità perché solo attraverso questa strada si potranno trovare soluzioni condivise. La classe seconda non è ancora soppressa, invece la prima non si farà, mancano i numeri».

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