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«Una Marittima al Lido» numero chiuso per le navi

Marco Zanetti e Giampietro Pizzo (Venezia Cambia) lanciano la nuova proposta per le crociere. Tre accessi per il check-in, imbarcazioni piccole e non inquinanti

LIDO. Una nuova Stazione Marittima al Lido per le navi da crociera, che si aggiunga all’attuale. Diversificando i traffici e imponendo il “numero chiuso” per i giganti del mare. È la proposta presentata ieri da due esponenti dell’associazione «Venezia Cambia», l’ex candidato sindaco Giampietro Pizzo e Marco Zanetti. «Non un progetto esecutivo, non è nostro compito», dicono, «ma un’idea che in questo momento potrebbe segnare una svolta nella progettazione urbanistica dei prossimi anni». In cosa consiste la nuova proposta? Nell’attrezzare una nuova stazione marittima a San Nicolò, dalla parte del Molo sud. Nei nuovi ormeggi, realizzati davanti all’isola artificiale del Mose e all’interno della bocca di porto di Lido, troverebbero posto tre grandi navi da crociera. «La novità», dice Zanetti, «è che noi proponiamo che non siano più di tre, mentre tutti i progetti oggi, compresi quelli di De Piccoli-Duferco e di Boato-Vittadini per il Lido ne prevedono cinque o sei. Proponiamo anche di allargare la ricettività agli altri giorni della settimana, invece di concentrare gli arrivi solo il sabato e la domenica». Per accedere alle navi si potranno utilizzare tre accessi per fare il check-in. L’attuale Marittima e poi il trasporto su barche. L’aeroporto di Tessera e anche qui il trasferimento via acqua a San Nicolò. Oppure farsi registrare direttamente al Lido, nella nuova struttura realizzata.

«Si potrebbe in questo modo anche rivitalizzare il Lido e utilizzare gli edifici demaniali di quell’area, a cominciare dalla caserma Pepe», continua Zanetti, «rilanciare davvero l’economia dell’isola anche puntando sul vicino aeroporto Nicelli».

L’attuale Marittima, dicono ancora i due proponenti, resterebbe in attività per accogliere le navi medio piccole di nuova generazione, che rispettano i parametri ambientali.

Il punto da rilanciare, continuano Pizzo e Zanetti, è la valutazione di tutte le alternative possibili al Bacino San Marco.

«Ricordiamo che il decreto Clini-Passera, che ha compiuto cinque anni», dice Zanetti, «parlava della delicatezza della laguna, da rispettare. Dunque per noi le alternative devono essere solo quelle che portano le grandi navi fuori della laguna. Non sono ammissibili nuovi scavi e interventi».

Una proposta che arriva forse a tempo scaduto. Ma che secondo i proponenti ha l’obiettivo di far discutere i nuovi soggetti della vicenda, a cominciare dal presidente del Porto Pino Musolino. «Anche lui, come al sindaco e al governo, invieremo la nostra proposta», dice Zanetti, «la regaliamo alla città nell’anniversario della fondazione di Venezia».

Come inserirla negli iter già avviati? «Ci proviamo, i costi sono sicuramente minori di tutti gli altri progetti, e questo forse è il motivo per cui non ci prenderanno in seria considerazione. I tempi sono molto brevi». In questo momento l’orientamento dei Comune, Porto e ministero è quello di sostenere la proposta del canale Vittorio Emanuele.

Andrebbe approfondito, ma senza scavare nuovi canali – come il Tresse o il Contorta – per far arrivare le grandi navi in Marittima. La commissione Via ha finora esaminato due progetti, il Contorta (bocciato) e il Duferco-De Piccoli, promosso con prescrizioni.

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