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Picchiò la mamma, si pente in cella. Ora chiede scusa e patteggia un anno

A metà gennaio Alberto Lopardo, 32 anni, aveva aggredito l'anziana madre fino a strapparle i capelli e farla finire in ospedale. La difesa chiede la scarcerazione e l’avvio di un percorso terapeutico: «È pronto anche a risarcire»

MIRA. Da metà gennaio, da quando è stato arrestato e si trova recluso in una cella del carcere di Santa Maria Maggiore, dice di essersi pentito per aver brutalmente picchiato la madre. Le ha scritto diverse lettere per chiederle scusa, si è detto pronto a risarcirla (nonostante in questo momento sia disoccupato) per i danni patiti e ad incamminarsi lungo un percorso che lo allontani dal tunnel della dipendenza dall’alcol.

Patteggiamento. Ieri per Alberto Lopardo, 32 anni di Mira Taglio, è stato accordato il patteggiamento a un anno di reclusione per maltrattamenti in famiglia. A sancire l’accordo trovato tra il pubblico ministero Giovanni Zorzi e l’avvocato difensore di Lopardo, Matteo D’Angelo, è stato il giudice per le indagini preliminari Gilberto Stigliano Messuti, che si è riservato la decisione sulla richiesta avanzata dal difensore per una misura cautelare personale meno afflittiva per il 32enne.

Comunità. L’ipotesi al vaglio sarebbe quella degli arresti domiciliari in una comunità terapeutica lontana da casa, dove Lopardo possa iniziare un percorso organico terapeutico - dopo gli interventi a spot da parte del SerD dell’Usl - per disintossicarsi dall’alcol. Il patteggiamento a un anno è stato stabilito in continuazione ad altra pena: Lopardo, infatti, aveva già patteggiato due anni e mezzo per droga e in continuazione sei mesi per estorsione e maltrattamenti nei confronti della madre e lesioni e minacce verso i carabinieri. La sentenza era stata pronunciata nel 2012, la pena è già stata espiata. Il pm Zorzi ha rinunciato all’aggravante della recidiva per i maltrattamenti.

L'aggressione. Secondo l’avvocato difensore D’Angelo, nei due mesi di reclusione Lopardo ha maturato alcune precise convinzioni rispetto al suo futuro, partendo dalla terapia contro l’alcol. Proprio l’alcol, sommato all’uso non controllato di psicofarmaci, era stato la causa scatenante del pestaggio di Lopardo ai danni della madre a metà gennaio. Il 32enne, che viveva con la mamma, si era trasformato in una furia: prima aveva rotto tutto ciò che gli era capitato a tiro, poi aveva iniziato a insultare pesantemente il genitore, quindi l’aveva minacciata di morte.

Le botte. Quindi era passato alle vie di fatto, torcendo il braccio alla mamma, sbattendole la testa contro il muro e arrivando a strapparle una ciocca di capelli. Rinsavito, era stato lo stesso Lopardo a chiamare i carabinieri, già allertati dai vicini che avevano sentito le urla. Nonostante la presenza dei militari, il 32enne continuava

a minacciare la donna. Lopardo era stato arrestato e portato a Santa Maria Maggiore. La povera madre, invece, era stata accompagnata al pronto soccorso di Dolo dove le erano state diagnosticate escoriazioni e contusioni con otto giorni di prognosi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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