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Venezia: muore dissanguata, disposta l’autopsia

Giallo a Cannaregio. La donna, 49 anni, si sarebbe ferita da sola all’inguine. A lanciare l’allarme sono stati i due coinquilini

VENEZIA. È morta dissanguata lentamente a causa di una ferita all’inguine che si sarebbe auto inferta, forse nel tentativo di far circolare meglio il sangue: queste le conclusioni alle quali è giunta la medico legale Cristina Mazzarollo, intervenuta sabato sino alle 3 di notte in un appartamento di Cannaregio per esaminare il corpo di una donna di 49 anni, F.M., veneziana, con una complicata storia ventennale di tossicodipendenza.

Un’agonia lenta, durata oltre due ore: quando i due amici che erano con lei, verso le 20 di sabato sera, si sono accorti che stava agonizzando e hanno dato l’allarme chiamando il 118, per lei era ormai troppo tardi. All’arrivo del personale del Suem la donna era incosciente, ma ancora viva. È deceduta poco dopo a causa dell’emorragia, in un corpo già debilitato dall’assunzione di droga.

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Oggi, la pubblico ministero Francesca Crupi disporrà comunque l’autopsia, ma al momento non è emerso alcun elemento che faccia in alcun modo pensare a una morte violenta. Si sarebbe trattato di un incidente, forse esasperato dallo stato di alterazione della donna, tossicodipendente da molti anni, come pure i due uomini che erano con lei e che hanno raccontato che l’amica si era sentita male in serata e di come - dal momento che soffriva di problemi di circolazione alle gambe - si fosse probabilmente fatta quell’incisione per “liberarsi” da un coagulo di sangue. Il sangue ha così iniziato a defluire lentamente e dopo almeno due ore di agonia è sopraggiunta morte. Loro si sarebbero accorti dell’emergenza solo quando ormai era troppo tardi.

Una ricostruzione molto particolare dai fatti, ma che è stata supportata dagli accertamenti esterni sul corpo da parte della medico legale, che ha escluso la presenza di altre ferite, lesioni, ecchimosi che possano far pensare a una morte violenta.

Non ci sono indagati. È stato il personale del Suem ad avvisare le forze dell’ordine per chiarire il contesto del decesso. Sul posto sono quindi intervenuti i militari della stazione di Cannaregio e del reparto operativo, i cui rilievi sono andati avanti fino a notte. I due coinquilini della donna, l’ex fidanzato, di 37 anni e il proprietario dell’appartamento, di 47 anni, hanno spiegato di essersi accorti solo in serata del fatto che la donna stava male perché quest’ultima aveva trascorso gli ultimi due giorni quasi sempre a letto, e tra i tre non c’erano stati quindi stati particolari rapporti.

Stando ai rilievi dei carabinieri non ci sono elementi che possano far pensare a una colluttazione o al fatto che la lesione sia stata inferta da una parte terza. I militari hanno comunque posto sotto sequestro alcuni coltelli da cucina e altri oggetti contundenti presenti nella casa. Dopo aver concluso i rilievi, a tarda notte, ieri hanno di nuovo sentito i due inquilini, che hanno continuato a fornire la stessa ricostruzione dei fatti, giurando di essersi accorti solo in serata dello stato in cui versava l’amica.

 

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