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Indagato anche un consulente veneziano

Perquisito l’ufficio al Tronchetto e la casa del professionista che si occupava delle società acquisite

VENEZIA. Ci sono anche un ragioniere con studio a Ponte di Piave, nel Trevigiano, e un consulente veneziano con studio al Tronchetto nell’elenco dei 60 indagati: secondo i carabinieri e la Procura antimafia che ha coordinato le indagini, i due professionisti avevano un ruolo importante all’interno del meccanismo messo in piedi dalla banda: erano incaricati infatti di predisporre le pratiche per i frequenti cambi di assetto delle società acquisite dall’organizzazione capeggiata da Garruzzo e ...

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VENEZIA. Ci sono anche un ragioniere con studio a Ponte di Piave, nel Trevigiano, e un consulente veneziano con studio al Tronchetto nell’elenco dei 60 indagati: secondo i carabinieri e la Procura antimafia che ha coordinato le indagini, i due professionisti avevano un ruolo importante all’interno del meccanismo messo in piedi dalla banda: erano incaricati infatti di predisporre le pratiche per i frequenti cambi di assetto delle società acquisite dall’organizzazione capeggiata da Garruzzo e Anello, fornendo quindi un appoggio determinante nel perseguire gli obiettivi di truffa e riciclaggio. I due professionisti sono stati oggetto di una doppia perquisizione - sia in studio che a casa - alla ricerca di documenti utili alle indagini.

Ma le perquisizioni effettuate martedì hanno interessato svariate province, da Venezia a Treviso, da Novara a Reggio Calabria, e poi Pescara, Ferrara, Bolzano. È stata perquisita anche la casa di Antonio Anello in Calabria: qui sono stati trovati - e posti sotto sequestro - due preziosi lampadari in vetro di Murano che secondo gli inquirenti sarebbero arrivati a casa Anello grazie al meccanismo di truffa messo in piedi dall’organizzazione di cui era uno dei capi.

Nel corso delle perquisizioni i carabinieri hanno sequestrato un gran numero di documenti, oltre a diversi computer e telefoni cellulari. Tutto materiale che ora dovrà essere vagliato nei suoi contenuti e che potrebbe aprire nuovi filoni d’indagine. Gli investigatori sono convinti che esistano fronti ancora da scandagliare nell’indagine che ha permesso al momento di sgominare un’organizzazione con ruoli perfettamente distribuiti, capace di muoversi con disinvoltura e repentinamente in tutto il Nord Italia e poi lungo la tratta dal Nord alla Calabria.(ru.b.)