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Grandi navi, giallo sui pareri della Via

Dopo una dura interrogazione di Casson pubblicato il parere positivo al progetto Duferco sul nuovo terminal al Lido

Una interrogazione al premier Gentiloni e ai ministri, che prefigura “omissione di atti di ufficio e responsabilità contabili” da parte del ministero per l’Ambiente per la mancata pubblicazione del parere positivo sul terminal al Lido. E poche ore dopo il progetto viene pubblicato e trasmesso al ministero delle Infrastrutture.

Si tinge di giallo la vicenda dei progetti alternativi per il transito delle grandi navi. Ieri mattina, quattro mesi dopo la conclusione dell’istruttoria da parte della commissione Via (Valutazione di impatto ambientale) il ministro per l’Ambiente Luca Galletti ha pubblicato il parere finale e trasmesso il progetto Venice cruise 2.0 di Duferco-De Piccoli al ministero delle Infrastrutture per gli adempimenti di legge.

Solo poche ore prima il senatore Felice Casson aveva depositato una interrogazione al presidente del Consiglio e ai due ministri. Chiedeva di sapere «per quale motivo il progetto per spostare il terminal crociere al Lido, l’unico che ha avuto una Valutazione ambientale positiva, non fosse stato ancora trasmesso al Consiglio superiore dei Lavori pubblici, come definito nella Conferenza Stato-Regioni del 14 aprile 2014. La mancata pubblicazione del parere e la non trasmissione al ministero che dovrebbe mettere in atto il progetto, cioè le Infrastrutture, pregiudica, secondo Casson, l’attuazione del decreto Clini-Passera, firmato ben cinque anni fa, il 2 marzo del 2012, all’indomani del naufragio della Costa Concordia.

Un atto che, scrive il senatore, «lede la trasparenza amministrativa, in materia ambientale, con rischi di responsabilità contabile-amministrativa, oltre che rappresentare un’omissione di un atto decisamente dovuto, che non può essere protratto all’infinito».

Detto fatto, qualche ora dopo il parere è stato pubblicato. «Si conclude così la fase transitoria del decreto Clini-Passera», dice Andreina Zitelli, esperta di Via e componente del Pd veneziano, «e cade ogni pretesa di altre soluzioni dimostratesi di fatto inesistenti. Il ministero dovrà autorizzare il passaggio in deroga delle navi a San Marco solo fino al termine dei lavori».

Altro progetto in campo il canale Tresse, sostenuto da Brugnaro e dall’ex presidente Paolo Costa. «Ma è un progetto ancora non valutato», dice Casson, «e comporta percorsi più lunghi di 25 chilometri per le navi, con maggiori costi e danni ambientali per gli scavi dei nuovi canali in laguna».

Adesso il progetto delle navi al Lido, davanti all’isola artificiale del Mose a San Nicolò, potrebbe imboccare

la strada della realizzazione, pur con qualche revisione e ridimensionamento. Anche se non lo vogliono gli operatori portuali – che intendono mantenere la Marittima alle crociere – né gli abitanti di Punta Sabbioni. Prima grana per il nuovo presidente Musolino.

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