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Anziano morto, 2 medici indagati

L’80enne di San Stino, dimesso da San Donà, era mancato all’ospedale di Portogruaro per setticemia

SAN STINO. Sono due i medici indagati dalla procura di Pordenone in seguito al decesso di Vittorio Ridolfo, 80 anni, di La Salute, dirigente tuttofare de La Salute calcio, squadra di Promozione veneta, morto una settimana fa all’ospedale di Portogruaro. Sono un medico del Pronto soccorso di San Donà e uno del Pronto soccorso di Portogruaro. Il pensionato è deceduto per sospetta setticemia dopo che gli era stata diagnosticata un’infezione urinaria.

Disperato il figlio, Renis. «Non sappiamo com’è morto nostro padre e questa attesa ci sta annientando», ha detto ieri, - «vogliamo sapere come sono andate le cose».

Intanto l’autopsia è stata fissata per lunedì mattina alle 9.40 all’obitorio di Portogruaro e sarà eseguita dal medico legale Alberto Furlanetto. La famiglia Ridolfo è assistita in questa vicenda dallo Studio 3A che parteciperà all’esame con un proprio perito.

L’inchiesta della procura. Il pubblico ministero Pier Umberto Vallerin ha finora iscritto due medici nel registro degli indagati. Si tratta di G.R., 32 anni, residente a Roma, medico al Pronto soccorso di San Donà; e G.D.T., 46 anni, residente a San Donà, medico chirurgo in servizio al Pronto soccorso di Portogruaro. Sono entrambi accusati di omicidio colpo in base all’articolo 589 del Codice penale.

Il ricovero iniziale a San Donà. Come ha raccontato domenica scorsa il figlio, Vittorio Ridolfo era stato sottoposto a un intervento chirurgico all’inizio del 2017. Gli era stato impiantato all’ospedale di San Donà un bypass coronarico. Il 24 febbraio è tornato dal supermercato accusando forti dolori addominali, crampi e nausea. Il figlio lo ha prima accompagnato dal medico di famiglia, che gli ha praticato un’iniezione di Plasil; poi, persistendo i dolori, al pronto soccorso di San Donà, dove gli è stata somministrata una flebo di Buscopan, venendogli poi applicato un catetere per un’infezione urinaria. Alle 4 del 25 febbraio è stato dimesso e riaccompagnato a casa.

Il secondo ricovero e la morte. La situazione però non è migliorata. I familiari hanno portato Ridolfo stavolta all’ospedale di Portogruaro dove dal Pronto soccorso è stato trasferito al reparto di Urologia. Il medico di turno non ha condiviso la diagnosi dei colleghi e ha rimandato l’80enne al Pronto soccorso per effettuare altri approfondimenti che hanno portato alla luce diverse anomalie.

Era in corso una setticemia. Ridolfo è deceduto proprio mentre era in attesa di essere sottoposto a una Tac. Dall’ospedale già sabato era stata inoltrata una segnalazione alla magistratura; subito dopo i familiari si sono rivolti allo Studio 3A, interpellando il consulente Riccardo Vizzi. Il pm di Pordenone Umberto Vallerin ha avviato l’inchiesta e giovedì scorso ha scritto i due medici

nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio colposo.

Dolore a La Salute. Il presidente de La salute calcio, Alessandro Benatelli ha espresso il cordoglio, a nome della società di calcio, alla famiglia. «Ci ha lasciato una brava persona».

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