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Salvaguardia, scontro con il Ministero

Caso Gpl. Per Roma era il Comune che doveva coinvolgere l’ente nel progetto. Stupore del vicesindaco: «Siamo alla follia»

CHIOGGIA. “La commissione di Salvaguardia? Doveva essere il Comune a indicarla tra gli enti da convocare alla conferenza dei servizi sul gpl”.

Questo in sintesi il senso dell’ultima nota che il Ministero dello sviluppo economico (Mise) ha mandato in municipio suscitando grossi punti interrogativi e anche qualche risata. Alla nota ha risposto il vicesindaco Marco Veronese che mercoledì assieme alla consigliera regionale Erika Baldin ha consegnato alla segreteria del presidente del Veneto Luca Zaia un documento, in cui si riassumono tutte le perplessità sull’impianto gpl, e un invito formale per venire a Chioggia a vedere di persona il cantiere.

Nota del ministero. Il Mise ha inviato una nuova nota al Comune in cui spiega che doveva essere l'ente locale a indicare al ministero di convocare alla Conferenza dei servizi anche la commissione di Salvaguardia di Venezia.

«Mi sembra una follia», spiega Veronese, «capisco tutto, ma dire che uno degli invitati debba dire al ministero chi debba convocare alla conferenza dei servizi è assurdo. Esiste una legge, la 241 del 1990, che indica gli enti che devono esprimersi in merito a certi progetti. La competenza degli inviti è ovviamente ministeriale. Tra l’altro noi non abbiamo mai rilasciato alcun titolo edilizio per il progetto, quindi quale era la motivazione che doveva spingerci a coinvolgere la Salvaguardia?».

Salvaguardia. La commissione, che è chiamata a esprimersi anche su un chiodo che si conficca all’esterno di una casa del centro storico, non è stata coinvolta nell’iter per un impianto di gpl da 9.000 metri cubi. Non è stata invitata alle due conferenze dei servizi che si sono tenute a Roma nel 2015 né con pareri preventivi. Una cosa che ha destato qualche perplessità e su cui anche il Comune, prima con l’ex sindaco Casson e ora col sindaco Ferro, aveva chiesto lumi. Da Venezia non vogliono commentare anche se traspare un certo imbarazzo quando si chiede se l’osservazione del ministero possa ritenersi ammissibile.

Appello a Zaia. Dato che il presidente del Veneto ha dichiarato al giornalista delle Iene di non essere al corrente del progetto, la Baldin e Veronese hanno pensato di portare a palazzo Balbi un documento per riassumere tutta la vicenda.

Un documento, preparato assieme al comitato No Gpl, in cui si elencano le presunte mancanze dell’iter, le anomalie e le perplessità. «La Regione penso abbia qualcosa da dire», spiega Veronese, «l’iter manca delle autorizzazioni paesaggistiche e ambientali che proprio la Regione, e la commissione di Salvaguardia, dovrebbero dare. Abbiamo invitato Zaia qui ma se non può venire a Chioggia siamo anche disposti a incontrarlo a Venezia».

Planimetria. «Non abbiamo mai visto il progetto», spiega Veronese, «quando abbiamo chiesto al ministero di mandarcelo ci ha inviato una planimetria... La stessa che si può facilmente reperire in rete. Si può pensare di valutare così un impianto del genere?».

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