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Incidente mortale, non fu un omicidio

Musile. Guardia giurata assolta dopo sei anni di battaglie giudiziarie dall’accusa di aver provocato lo scontro in auto

MUSILE DI PIAVE. Sei anni di battaglie giudiziarie per riuscire ad essere assolto dall’accusa di aver provocato l’incidente stradale nel quale è morto Mario Mutton: uno scontro violentissimo, avvenuto il 5 marzo 2011 lungo la Statale 14, tra Musile di Piave e Venezia, nel quale era rimasto ucciso il 32enne di Millepertiche. Contro di lui, un errore del consulente tecnico, nel segnare la posizione delle auto nel referto dell’incidente: una piccola, determinante “ freccetta” sulla direzione di marcia dei veicoli, che ha trasformato l’auto di Vincenzo Diessa - guardia giurata al termine del servizio, in quella tragica alba di marzo - nella macchina investitrice con un salto di carreggiata, quando invece è stata colpita mentre proseguiva lungo la sua regolare corsia di marcia.

È la disavventura che ha avuto come protagonista, suo malgrado, Vincenzo Diessa, 39 anni, di Oriago, assolto ieri dalla giudice Daniela Defazio dall’accusa di omicidio colposo, per la morte del giovane Mutton.

«Per lui è stata la fine di un incubo», racconta l’avvocato Guido Simonetti, che con il collega Simone Zancani ha difeso Diessa, «perché ha sempre dichiarato di essersi ritrovato contro all’improvviso l’auto del signor Mutton. La stessa prima ricostruzione da parte dei carabinieri, intervenuti sul luogo dell’incidente, segnalava chiaramente che Diessa procedeva regolarmente lungo la sua corsia di marcia, al termine del suo turno di servizio, quando era stato investito». Mutton era morto sul colpo, Diessa aveva riportato ferite gravi.

Invece, nel corso delle indagini - coordinate dalla pm Angela Masiello - il consulente tecnico della Procura aveva ricostruito una dinamica del tutto diversa, tanto che la Procura aveva contestato alla guardia giurata di aver perso il controllo dell’auto, invadendo in contromano l’opposta corsia di marcia, impattando violentemente contro l’auto di Mario Mutton, uccidendolo.

«Purtroppo in fase di indagini non siamo stati convocati per la discussione della perizia», prosegue Simonetti, «così abbiamo potuto contestare l’errore solo in udienza: il consulente ha sostenuto che le sue conclusioni rimanevano le stesse, ma la testimonianza dei carabinieri ha permesso di ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e il signor Diessa è stato assolto da ogni accusa». Nel corso dell’indagine è stata acquisita anche la perizia del medico legale Antonello Cirnelli, che ha eseguito l’autopsia sul corpo della vittima, trovandovi tassi elevati di alcol nel sangue, scrivendo nella sua memoria come l’uomo si trovasse

«in condizione di franca ubriachezza alcolica».

Bisognerà attendere le motivazioni della sentenza per ricostruire la dinamica del sinistro, ma di certo - per la giudice Defazio - non è stato Vincenzo Diessa a provocare l’incidente mortale che ha ucciso Mario Mutton. (r.d.r.)

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