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Aviaria in un piccolo allevamento rurale

San Donà. Una decina i capi abbattuti, ma è scattato l’allarme dell’Usl per le tante attività di tipo industriale in zona

Focolaio di aviaria in un allevamento di San Donà. Già abbattuti tutti i capi, una decina, tra galline e anatre e uno di questi è stato portato al laboratorio di analisi per le necessarie verifiche. È accaduto in un piccolo allevamento rurale.

Il servizio veterinario dell’Usl 4, diretto dal dottor Rodolfo Viola, sta ora monitorando tutti gli allevamenti del Sandonatese, una quindicina industriali, con migliaia di capi, mentre quelli rurali dei privati, circa 250 nel territorio, sono invitati a usare tutte le misure di prevenzione, chiudendo e coprendo opportunamente gli allevamenti e segnalando subito la situazione di pericolo in caso di morti sospette.

Dopo gli episodi e focolai esplosi nella zona di Mira, Campagna Lupia e Piove di Sacco, quindi nel Veronese, anche nel Basso Piave è comparso il virus, per il momento in un ambiente circoscritto e chiuso, con numeri ridotti che hanno però già messo tutti in allarme. Nel caso degli allevamenti rurali, piccole concentrazioni di capi in ambiente per lo più familiare, la morte di alcuni capi ha subito messo in allarme l’allevatore che si è rivolto ai laboratori del servizio veterinario per tutti gli esami che si sono rivelati positivi al virus. È stato così individuato il primo focolaio mentre si parla già di un secondo allevamento con delle possibili morti sospette.

Intanto, sempre i servizi veterinari dell’azienda sanitaria del Veneto Orientale sono già costantemente impegnati nel monitoraggio dei numerosi allevamenti industriali sparsi sul territorio.

Quanto agli allevatori privati, quelli definiti appunto rurali, il consiglio è di adottare tutte le misure di prevenzione, con chiusura e copertura delle strutture, e di rivolgersi ai laboratori dell’Usl 4 in caso di morti sospette. La situazione è comunque sotto controllo e tutto il personale è mobilitato come avviene in questi casi. Dopo la improvvisa morte di anatre e galline nell’allevamento rurale di San Donà l’allarme è scattato subito, anche se per il momento non si è allargata la psicosi. Il rischio per la salute dell’uomo nel caso del virus H5N8 è altamente improbabile secondo gli esperti, anche se la possibilità, al meno a livello teorico, non è del tutto esclusa. Federconsumatori, già nel Veneziano a fine gennaio, ha chiesto che i cittadini siano informati sulla salute alimentare di fronte a questi eventi. Nei casi più gravi, gli allevamenti sono stati messi subito sotto sequestro, come a Mira, e avvisato il sindaco, principale autorità sanitaria

del paese, per l’ordinanza di abbattimento degli animali. Dal momento della conferma della positività, sono state applicate le procedure regionali, che prevedono l’abbattimento degli animali presenti in azienda e l’invio all’incenerimento delle loro carcasse.

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