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Nuova Pet Ct da 1,7 milioni «Diagnosi più accurate»

Primo apparecchio di questo tipo installato in una Medicina nucleare in Italia Più spazio per il paziente, immagini più nitide, radiazioni ridotte al minimo

La Pet Ct inaugurata ieri all’Ospedale dell’Angelo dal governatore Luca Zaia è la prima del genere utilizzata in Italia. Si tratta di una strumentazione di ultima generazione messa a disposizione del reparto di Medicina nucleare diretto da Michele Sicolo, e che permetterà una ricerca e analisi approfondita dei tumori in uno stadio primitivo.

Un’apparecchiatura del valore di un milione e 733 mila euro che è già operativa e suddivisa in più componenti e strumenti che vanno dal macchinario vero e proprio alla consolle con il lettino. La Pet-Ct prodotta da General Electric permette di eseguire la tomografia attraverso l’emissione di positroni. Ciò avviene prima iniettando nel paziente un farmaco tracciante che va a concentrarsi sulle cellule tumorali, che lo inglobano con maggiore velocità. Quindi il paziente, steso sul lettino, passa attraverso la Tac di nuova generazione che ricava una prima immagine, quindi il macchinario riesce a produrne una seconda a livello metabolico, e dalla loro sovrapposizione si ha il fotogramma finale che permette di verificare con grande accuratezza la situazione.

«Lo spazio per il paziente è maggiore (70 cm) riducendo i problemi di claustrofobia e il rischio di sedazione», spiega il dottor Sicolo. «Si riduce anche la dose di radiazione cui sottoporre il paziente, e di farmaco da somministrare. Inoltre, è anche più veloce la produzione delle immagini». La Medicina nucleare della Usl 3 può contare sul primario, sei medici, dodici tecnici, sei infermieri, due operatori sociosanitari e tre amministrativi nelle sedi ospedaliere di Venezia e Mestre. Le due diagnostiche di Medicina nucleare svolgono circa 6 mila esami l’anno come scintigrafie ossee, miocardiche e cerebrali. Viene inoltre eseguita la ricerca scintigrafica del linfonodo sentinella delle pazienti operate di tumore al seno negli ospedali di Mestre, Mirano-Dolo, Chioggia, San Donà e Monastier. Le tomografie a positroni

sono circa 2 mila in ambito oncologico, e per il tumore alla tiroide fanno capo agli ambulatori 350 pazienti. Nei due ambulatori di ecografia vengono eseguite annualmente anche 9 mila prestazioni per pazienti prevalentemente oncologici.

Simone Bianchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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