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Inglesi all’ospedale dell’Angelo le condizioni di Zaia e Dal Ben

Il governatore: «Verificheremo che comunque i servizi siano garantiti come previsto dal contratto» Il direttore generale sul nuovo assetto della società di gestione: «Approfondiremo nel dettaglio»

L’Azienda zero tanto criticata in Veneto e “copiata” dagli altri governatori in Italia, perchè «ci ha consentito di risparmiare 60 milioni da investire in tecnologie». La sfida e le difficoltà della riorganizzazione della nuova Usl 3 Serenissima che incorpora le ex Asl 12, 13 e 14. Le liste d’attesa da abbattere ancora, puntando sempre più sui Cup, «punto nevralgico del sistema». I bilanci delle Usl risanati dal 2010, sui quali però incombono sempre nuovi tagli, «altri 422 milioni a livello nazionale». Le ripercussioni sul Project financing del nuovo assetto societario della Veneta sanitaria finanza di progetto, la società che gestisce i servizi non sanitari dell’ospedale dell’Angelo, con il probabile subentro degli inglesi (il fondo Equitix) al posto di Mantovani, e in prospettiva, anche Astaldi.

Il governatore Luca Zaia e il direttore generale Giuseppe Dal Ben - ieri all’ospedale dell’Angelo alla presentazione della nuova app per dirigersi con più facilità ai vari ambulatori e servizi ospedalieri e della nuova Ct Pet, un macchinario di altissima tecnologia da 1,7 milioni, che consentirà diagnosi più precise e cure più puntuali nei malati di tumore - hanno stilato un primo bilancio a 45 giorni dall’avvio della riorganizzazione della sanità veneta e veneziana.

Project financing. Sulla prossima gestione (a maggioranza) inglese per i servizi non sanitari dell'ospedale dell'Angelo, Zaia ribadisce che «quello che conta è che i servizi ai pazienti siano di qualità e che venga rispettato l'impegno contrattuale. Verificheremo in maniera attenta che questo avvenga. Purtroppo, e dico purtroppo, c'è un contratto ben preciso da rispettare». Il contratto, stipulato nell’era Galan, disciplina nel dettaglio, tra le altre questioni, i margini di rinegoziazione. Quel che era possibile fare per abbassare il canone inizialmente contrattato dal pubblico con i privati (costruttori e gestori dell’ospedale) proprio Dal Ben - su precisa richiesta di Zaia - l’ha già fatto. Ora non sembrano esserci ulteriori, significativi margini di manovra. Per imporre rinegoziazioni più pesanti «dovrebbe esserci un ombrello giuridico a livello nazionale» osserva Zaia. Quanto al probabile disimpegno di Mantovani e Astaldi dalla gestione dell’ospedale dell’Angelo, Dal Ben si limita a una battuta: «Approfondiremo nel dettaglio, non mi sembra una cosa di domani mattina». Insomma, par di capire, Mantovani e Astaldi potranno anche abbandonare la barca che attualmente gli rende meno di quanto previsto qualche anno fa, ma tutto si farà nel pieno rispetto di tempi e prerogative contrattuali.

Azienda zero e Usl 3. «Non è un momento facile per la nostra sanità» premette Zaia «L’Azienda zero ci consentirà risparmi da reinvestire in tecnologia. Purtroppo la virtuosità non viene premiata a livello nazionale, e si finanziano altre Regioni sulla base della spesa storica anzichè sui costi standard». L’unificazione dei centri di costo nell’Azienda zero, la riorganizzazione dell’Usl 3 rispondono quindi, per il governatore, all’esigenza di passare da una sanità «da tubo catodico a una digitale, quella del presente e del futuro». E quindi risparmi per investire in tecnologia. «La telemedicina 10 anni fa era una novità. Oggi è una cosa quasi del passato. Abbiamo la chirurgia robotica, con il robot Da Vinci che costa 6 milioni, in tutti gli hub provinciali. Investiamo 70 milioni all’anno per le nuove tecnologie. Bisogna essere fieri di tutto questo». Certo, le difficoltà non mancano quando si riorganizza. «Dal Ben ha un bel compito nella gestione di questa start up veneziana» gli concede Zaia. «Ma bisogna fare come le grandi aziende per essere leader: puntare sempre oltre, non sedersi mai».

Tagli e liste d’attesa. I tagli evocati dal presidente preoccupano anche il dg Dal Ben. «Certo, anche perchè si taglia, e poi ci chiedono più cure, più vaccini». Che costano. Ma la sfida imposta dall’unificazione delle ex Asl 12, 13 e 14 nella nuova Usl 3 Serenissima consentirà di «migliorare l’attività dei nostri ospedali, cercare di progettare percorsi di cura più adeguati». Quanto alle liste d’attesa «bisogna rafforzare i Cup in maniera tale che quando i cittadini chiamano per avere un appuntamento» ha detto Zaia «possano avere più informazioni

e maggiore assistenza».

A quasi due mesi dall’avvio dell’Usl 3, esemplifica Dal Ben «partiamo da una buona situazione nell’ex Asl 12, anche a Chioggia, un po’ meno a Mirano-Dolo. Puntiamo ora a portare le tre aziende a un livello adeguato di omogeneità».

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