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"La nostra vita d'inferno a Mestre tra spaccio, ladri e lucciole"

I racconti di chi abita nelle vie Piave, Cappuccina, Fogazzaro e Monte San Michele. «Le cabine telefoniche usate per bucarsi, le passeggiate tra i preservativi»

MESTRE. La signora Lucia, nome di fantasia, abita in via Gozzi e ha fatto un brutto esaurimento nervoso. Nell’appartamento sopra il suo abitavano in una ventina, tra bengalesi e indiani. «Immaginate cosa significa», racconta, «provare a dormire sotto venti persone che camminano su e giù a ogni ora: da quando entrano a quando escono non c’è mai un attimo in cui non calpestano, aprono e chiudono porte, sbattono, camminano, tirano lo sciacquone. Per non parlare delle fogne intasate. Non riposavamo più». 
 
Emergenza cronica. La donna ha contattato chiunque, ma la questione è complessa e tocca da vicino gli abitanti del quadrante Sud di Mestre. Un problema che, come altri, i CittadiniDiVenezia cercano di far emergere.
 
 Degrado. Giulio risiede in una laterale di via Piave: «Ogni sera dopo le 19 e fino a notte fonda», racconta, «viviamo con gli schiamazzi delle “signorine” alle quali il Comune porta anche le bibite calde, perché c’è un servizio apposito: noi abitanti abbiamo dovuto cambiare infissi, chi ha i soldi. Oppure comperarci i tappi, armarci di guanti per ripulire i preservativi e i “ricordini” vari dai giardini. Sappiamo anche di che colori li preferiscono: le cinesi, ad esempio, li usano rosa. Dietro la chiesa di via Piave, è pieno». Due racconti. Basta fare un giro nel tratto terminale di via Cappuccina dopo le 21, e si riscontra passo passo tutto quello che denunciano, da mesi, i residenti che fanno parte del gruppo CittadiniDiVenezia.
 
 Spaccio e droga. Nella cabina per scattarsi le foto di via Cappuccina, prima della palestra, si scorgono bottiglie in fila: la tendina tirata e un uomo, all’interno, che emette dei versi strani. «Si sta bucando», indicano, «tra un po’ esce e ne arriva un altro». Gli abitanti conoscono pali, corrieri della droga, sanno dove appoggiano le bici, come fanno. Capiscono subito che quando ne vedono una appoggiata all’aiuola, significa che sta avvenendo lo scambio. «Dalla finestra», racconta un ragazzo, «vedo i passaggi di denaro, una volta sono riuscito a contare mille euro. Ci sono persone che tutto i giorno fanno solo da palo, per guardare chi arriva, se ci sono vigili in giro, per avvertirsi a modi telefono senza fili». «Mia figlia», racconta un residente di via Monte San Michele, «proprio di fronte alla sede Usl di via Cappuccina, è stata avvicinata da 5-6 spacciatori, che l’hanno circondata. Lei per fortuna è riuscita a scappare via, ma da quella volta non esce più sola». 
 
Sporcizia. C’è la criminalità, ma anche lo sporco, l’incuria, il degrado, legati a doppia mandata. «A una certa ora chi vive qui», racconta Fabio, «inizia a vedere il valzer di rifiuti. Gente che mette la testa e anche il corpo dentro i cassonetti, tira fuori di tutto, si veste, si cambia. Al mattino troviamo una discarica, perché gli “abusivi” dei condomini, che vivono in venti in una casa, le chiavette no le hanno». Gli abitanti conoscono postazioni e orari dei meeting. 
 
Ritrovi. Davanti alla fontana inizio via Piave, stazionano senza tetto e persone di malaffare, fronte Interspar angolo via Torino-Corso del Popolo, tra i magazzini cinesi, dove scorrazzano i corrieri, su e giù per il sottopasso della stazione, ai distributori in via Carducci.
 
 Sala di preghiera. La sala di preghiera di via Fogazzaro richiama ambulanti e venditori. «Siccome dentro non possono stare, sono troppi, hanno iniziato a raccogliersi fuori. Il venerdì sono tutti in strada, mettono a terra i tappetini, poi arrivano i venditori di arance clementine e noci, sempre in strada. Da qualche giorno si è affiancato un venditore ambulante di tappeti marocchino che ha pensato di unirsi alla banda». 
 
Brugnaro vieni qui. «Invitiamo il sindaco a fare un giro qui. Da via Dante a via Fogazzaro, passando per via Monte San Michele, via Aleardi,
via Rampa Cavalcavia, nella nostra parte di città, diventata un grande call-center con negozi aperti notte e giorno, dove non si capisce bene quale sia l’attività. Noi presenti H24, notte e giorno, come aveva promesso lui».
 
 ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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