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Passante, le due tangenziali ferme sulla carta da otto anni

Salzano. Per la variante e la circonvallazione sud era previsto un impegno finanziario di 17 milioni Su quei progetti il Comune ha disegnato il Pat. L’assessore Zamengo: «La Regione rispetti gli accordi»

SALZANO. Otto anni giusti dall’apertura del Passante (domenica 8 febbraio 2009) e qualcuno rischia di rimanere con il cerino in mano sulle opere di collegamento stradale. Andate un po’ a chiedere a Salzano che aria tira, perché delle due tangenziali, variante di Salzano e circonvallazione sud di Robegano per 17 milioni di euro totali, non c’è traccia se non nei disegni. E il rischio che possano rimanere nero su bianco è alto eccome, anche perché i soldi regionali a disposizione servono a portare a termine quanto si sta facendo a Scorzè e Preganziol.

C’è chi ha già alzato la voce, vedi Mirano con il ricorso al Tar, e chi sta vedendo nascere gli svincoli solo adesso, appunto Scorzè, dove le lungaggini del progetto e il contenzioso nato dopo la gara hanno fatto slittare l’apertura del cantiere della tangenziale sud, partito poco più di un mese fa.

Salzano, invece, cerca di capire e s’interroga, perché su quelle strade stabilite ancora nel decennio scorso e inserite in “Fascia A”, ovvero già belle che finite e prioritarie, ha giocato il suo futuro e disegnato il territorio, come si fa con un abito. «Qui si pensava di far correre gran parte dei veicoli», osserva l’assessore all’Urbanistica Lucio Zamengo, «per tenerli fuori dai centri. E c’è il rischio che si vada in sofferenza senza la loro costruzione». Interventi prioritari, si diceva, tanto che 4 anni fa, a inizio 2013, il Consiglio comunale di Salzano aveva approvato le varianti al Piano regolatore del progetto definitivo delle due strade. Sembrava tutto fatto, si dovevano sapere i tempi di apertura del cantiere ma nel frattempo non si è visto un solo operario.

La variante di Salzano si stimava fosse lunga poco più di 2 chilometri, buona per collegare le due provinciali via Villatega e via Montegrappa, all’altezza della rotonda con via Villetta. Per poterla costruire si sarebbe dovuto abbattere il bar Borraccia, ancora oggi aperto, mentre lungo il suo tragitto la bretella doveva avere quattro rotonde: due alle estremità, le altre agli incroci con la zona stadio e via Oberdan. La circonvallazione sud di Robegano si calcolava avesse una lunghezza di poco inferiore al chilometro e mezzo per collegare sempre due provinciali, via Montegrappa e via XXV Aprile all’altezza di via Cimarosa. Anche in questo caso si dovevano realizzare quattro rondò: all’inizio, alla fine e poi vicino alla zona industriale e in via Leonardo Da Vinci.

«E noi su questo abbiamo studiato il Piano d’assetto del territorio (approvato a luglio scorso)», osserva Zamengo, «ragion per cui invitiamo la Regione a rispettare gli impegni presi. Rischieremmo di avere uno sviluppo di Salzano diverso da quanto vorremmo».

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