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Dalle Coop rosse al Mose, in pensione il procuratore Nordio

Il procuratore reggente di Venezia ha raggiunto il limite di età. L'incarico passa per il momento a Adelchi d'Ippolito

VENEZIA. Con un brindisi e uno scambio di strette di mano il Procuratore reggente di Venezia Carlo Nordio è andato in pensione, lasciando la toga che ha indossato per 40 anni. La data fatidica è stata ieri, ultimo giorno di lavoro per sopraggiunti limiti di età (70 anni) ma oggi ha salutato i suoi più stretti collaboratori, i sostituti e il personale della Procura. Nordio da procuratore aggiunto era diventato reggente quando in pensione era andato a fine 2016 il Procuratore capo Luigi Delpino. Oggi l'incarico di reggente è passato all'altro aggiunto Adelchi D'Ippolito in attesa che il Consiglio superiore della magistratura (Csm) provveda alle nuove cariche dopo che Venezia stata di fatto decapitata.

Anche la Corte d'Appello è senza Procuratore generale dopo che andato in pensione Antonino Mazzei Rinaldi. L'ultima grande indagine seguita da Nordio stata quella che lo ha visto coordinare il pool che ha fatto emergere il malaffare della vicenda Mose, mentre nell'era di Tangentopoli aveva condotto quella sulle cosiddette 'coop rosse'. Nel corso della sua attività, Nordio si è anche occupato del filone veneto delle Brigate rosse a cavallo tra gli anni '70 e '80. E' stato

autore di diversi libri sulla giustizia, ha scritto anche un romanzo ed ha concorso al riordino, mai varato dal Parlamento, del nuovo Codice penale nel quale aveva fatto entrare, tra l'altro, una specifica sezione sui delitti informatici. Trevigiano, era entrato in magistratura nel 1977.

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