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«Lui mi ha stuprata ora chiedo solo giustizia»

Parla la donna che ha denunciato la violenza subìta dall’ex compagno «Soltanto mio figlio mi dà la forza per andare avanti». L’uomo è ancora libero

VENEZIA. Si è ritagliata le pagine di giornale che parlano del suo caso. «Li porterò dal mio avvocato». Sembra ancora scossa per quanto accaduto, nonostante le apparenze. Ha ripreso a lavorare nella sua attività, in un paese della Città metropolitana di Venezia. «Lavoro non per dimenticare, ma per mio figlio. È lui che mi dà la forza di andare avanti».

Lei è la giovane vittima di stupro, su cui le forze dell’ordine e la magistratura vogliono essere sicuri al mille per cento. Ha sporto denunci ...

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VENEZIA. Si è ritagliata le pagine di giornale che parlano del suo caso. «Li porterò dal mio avvocato». Sembra ancora scossa per quanto accaduto, nonostante le apparenze. Ha ripreso a lavorare nella sua attività, in un paese della Città metropolitana di Venezia. «Lavoro non per dimenticare, ma per mio figlio. È lui che mi dà la forza di andare avanti».

Lei è la giovane vittima di stupro, su cui le forze dell’ordine e la magistratura vogliono essere sicuri al mille per cento. Ha sporto denuncia in una stazione dei carabinieri, che adesso sentiranno anche l’ex compagno, apertamente accusato dalla donna anche di atti persecutori e di percosse.

Non ha remore a parlare. È una bella donna, molto bella, vestita senza remore. È gentile nei modi e sembra più adulta dell’età che ha e che sembra sapere quello che vuole.

«Lo stupro? C’è stato e mi meraviglio che non mi si creda. C’è un referto e quello parla molto chiaro. Mi rivolgerò al mio avvocato».

Perché la magistratura non ha ancora disposto un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dello stupratore, allora?

«Perchè lui ha tutti i mezzi per evitare di finire in carcere».

Com’è andata quella notte drammatica?

«Sono andata in ospedale e poi da lì mi hanno dirottato in un’altra struttura sanitaria per la visita ginecologica. Sono rimasta fino alle 3 e poi sono rientrata a casa alle 3.30. Dopo una notte insonne ho svegliato mio figlio e l’ho aiutato a vestirsi, per andare a scuola. È lui che mi dà la forza di continuare. E poi c’è la mia attività. Questa brutta storia rischia di danneggiare la mia attività professionale: non lo voglio».

Quindi è andata a lavorare subito dopo aver subito uno stupro?

«Certo. Sono da sola nella mia attività e non ho nessuno che mi sostituisce. Dovevo tornare a lavorare. Voglio tenermi questa storia alle spalle. Voglio giustizia».

Lui è ancora a piede libero. Se si dovesse ripresentare per vendicarsi ?

«Mi hanno consigliato di chiamare i carabinieri».

Una donna, qualsiasi donna, non merita di vivere un incubo come quello descritto. Stupisce tuttavia, se tutto fosse vero, che uno stupratore sia ancora a piede libero. Ma evidentemente gli elementi raccolti finora, per poter emettere un ordine di carcerazione, non sono sufficienti.

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