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Stop (per ora) alla fusione con Asi e Alisea

Il Comune: «Chiariremo tutti i dubbi sui costi di bonifica dei terreni ceduti per l’aumento di capitale»

Stop, almeno momentaneo, alla fusione tra Veritas e Asi e Alisea, altre società dell’area veneziana che si occupano del ciclo dell’acqua e della raccolta dei rifiuti, ed è lo stesso Comune di Venezia - che aveva promosso con la sua azienda la fusione - ad annunciare una pausa di riflessione nell’operazione, per convincere tutti i soci della sua bontà.

Quattro consigli comunali (Venezia, Quarto d'Altino, Fossalta e Ceggia) hanno già detto di sì mentre altri, tra questi Mira e gli altri comuni governati dal Movimento Cinque Stelle (Chioggia e Vigonovo) sono contrari all’operazione. Proprio i grillini, con il consigliere comunale veneziano Davide Scano, avevano per primi messo in discussione l’operazione con emendamenti alla delibera presentati in Consiglio.

La fusione di Asi e Alisea in Veritas con il necessario aumento del capitale sociale da parte del Comune di Venezia per garantire a Ca’ Farsetti la maggioranza del 51% della società che si occupa del ciclo dell’acqua e della raccolta dei rifiuti, è una mossa in parte dovuta alla necessità, prevista dalla legge, di far combaciare l’attività di gestione con i nuovi bacini d’ambito per mantenere “in house” i servizi idrici e di raccolta dei rifiuti. Il passaggio più delicato e contestato riguarda proprio l’aumento del capitale da parte del Comune di Venezia. Che nella società non metterà soldi ma terreni: conferirà infatti beni per un valore di quasi 31 milioni di euro: nello specifico 24.547.824 relativamente alla porzione dell’ “Area 43 ettari” di Fusina e 6.437.340 relativamente alla porzione dell’ “Area Boschetto Sirma” di Marghera.

La perizia sui terreni per la cessione è stata depositata in tribunale ma il Movimento 5 Stelle ha alcuni dubbi sul reale valore del terreno - per questo il sindaco di Mira ha chiesto chiarimenti - e teme quindi che per Veritas si possa trattare di un’operazione in perdita. La perizia infatti, ritengono i grillini, non terrebbe conto del fatto che i terreni sono in gran parte da bonificare, e che vi sono alcuni vincoli che potrebbero farne scendere il valore. «Non abbiamo alcuna intenzione di danneggiare una nostra società con un’operazione che la danneggi patrimonialmente», spiega l’assessore comunale veneziano al Bilancio e Aziende, Michele Zuin, «e lo

ha chiarito in assemblea dei soci anche l’amministratore delegato di Veritas, Andrea Razzini. Siamo pronti a fornire tutti i necessari chiarimenti anche sui costi di bonifica dei terreni ceduti alla società e non concluderemo l’operazione fino a quando ogni dubbio sarà dissipato».(e.t.)

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