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La presenza di animali aiuta a curare i bimbi

In Pediatria a Dolo le prime esperienze con l’obiettivo di regalare un sorriso ai più piccoli

MIRANO. Un ospedale amico degli animali. O forse solo dei pazienti. Anche se ha cambiato nome, l’ex Usl 13, ora distretto dell’azienda 3 Serenissima, è la prima ad aver introdotto e poi allargato il programma di cure con gli amici a quattro zampe. Qui medici, personale e dirigenti, hanno capito che un guaito o uno scodinzolio in reparto è una cura a tutti gli effetti e può aiutare, se non a guarire, almeno a sentirsi meglio. Emotivamente è una cura formidabile. I primi esperimenti vengono fatti per alleviare le sofferenze dei più piccoli, in Pediatria a Dolo. Il reparto diretto da Luca Vecchiato è il primo in provincia a introdurre la pet-therapy, grazie all’associazione Teama (Terapie e attività mediate da animali) di Padova.

Un metodo innovativo anche per essere riuscito a mettere insieme cani e gatti, guidati da operatori esperti e che dall’anno scorso si affianca alla clownterapia, svolta già da tempo in reparto dai “Dottor clown” volontari. I primi a entrare in ospedale a Dolo sono stati il gatto Rossana e la cagnolina Minù e i risultati sui piccoli pazienti ricoverati è stato sorprendente in termini di reazioni alle cure. Eppure introdurre la pet-therapy in reparto non è stato facile: richiedeva un’organizzazione particolare e un controllo sanitario specifico, con una pulizia meticolosa degli ambienti dopo ogni incontro. L’esperimento è poi proseguito anche nei reparti di lungodegenza, a cominciare da Oncologia a Mirano, dove circa un anno fa viene scritta una delle pagine più commoventi: l’incontro tra Fabio Busetto, malato oncologico terminale di Martellago e il suo Birillo. Abbracciando il suo cagnolino, Fabio era tornato a sorridere e per un attimo ha potuto anche sperimentare una riduzione del dolore. Dopo quell’incontro aveva ringraziato così i medici: «Mi avete regalato dieci anni di vita». Ma da tempo ormai la pet-therapy è utilizzata anche fuori dagli ospedali di Miranese e Riviera, come al centro diurno

per disabili di Peseggia, a Scorzè, dove Gaetano, un labrador di sette anni, fa ormai parte a pieno titolo dell’equipe di educatori della struttura. Lavora con sette ragazzi ospiti, scelti per una particolare compromissione psicofisica che ha dato risultati sorprendenti .(f.d.g.)

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