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Disabile multato in Ztl, si appella al prefetto

Sanzionato in via Brenta Vecchia: «Ingiusto imporci la difesa della libertà di circolazione»

Vive in sedia a rotelle da quarant’anni e da allora ha sempre al fianco in automobile il contrassegno per disabili con cui può «circolare e parcheggiare in tutto il territorio nazionale, ivi compresi centri storici e Ztl», spiega Dalmazio Bragato di Musile di Piave. È lui l’ennesima vittima della zona a traffico limitato di via Brenta Vecchia e con una lettera aperta al nuovo prefetto di Venezia ripropone un problema noto: il sistema elettronico che regola e controlla gli accessi nella zona a traffico limitato di Mestre non riconosce in automatico le targhe delle persone dotate di contrassegno disabili che dovrebbero comunicare alla polizia municipale il loro status per non incappare nelle multe delle telecamere Ztl. Ma pochi lo sanno oppure sono a conoscenza di numeri telefonici da contattare, specie se si tratta di residenti fuori Comune. Bragato nella lettera al prefetto raccontato di aver ricevuto il 27 aprile 2016 la notifica della sanzione per il passaggio sotto la Ztl di via Brenta Vecchia l’8 aprile. Multa da 73,30 euro che il cittafino contesta con un ricorso alla Prefettura, utilizzando la raccomandata online di Poste Italiane.

«Dopo ben sette mesi, il 14 dicembre scorso, la Prefettura mi ha comunicato che il mio ricorso era inammissibile in quanto carente della sottoscrizione originale e che pertanto avrei dovuto pagare l’importo di 179,60 euro una infrazione che non ho commesso», spiega Bragato, «visto che ci sono Comuni come quello di Vicenza o Mantova, che al fine di agevolare le persone con difficoltà che tutti i giorni attraversano le Ztl delle città italiane, pongono in essere procedure semplificate che permettono ai titolari di contrassegno disabili, sanzionati dai sistemi elettronici, di trasmettere tutta la documentazione comprovante a mezzo mail, di modo che l’amministrazione provveda in autotutela all’archiviazione del verbale senza scomodare prefetti o giudici». Il disabile di Musile ha consultato anche un avvocato e alla fine ha deciso di non ricorrere al giudice e di pagare la somma «pur restando nella convinzione di avere subito una doppia ingiustizia», scrive al prefetto Boffi, sollecitando un cambio di passo: «Mi auguro che il Comune di Venezia semplifichi le procedure di accesso alle Ztl di modo che in futuro nessun altro disabile si trovi nella mia situazione,

per aver goduto di un diritto garantito dalla legge. È ingiusto imporre nel 2017 a persone dotate di contrassegno disabili una costante difesa della propria libertà di circolazione a causa dell’inadeguatezza dei sistemi di rilevamento e delle troppe formalità burocratiche». (m.ch.)

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