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La morte del bambino di 5 anni «Chiarire tutte le responsabilità»

Il piccolo nigeriano ha avuto un arresto cardiocircolatorio la sera del 30 dicembre al Pronto soccorso di San Donà. I consiglieri regionali del Pd: vogliamo conoscere i fatti. Funerali, ancora nessuna data

Bimbo morto al Pronto soccorso di San Donà, i consigliere regionali del Pd invocano chiarezza dell'Usl 4. Ed è ancora bufera sul Pronto soccorso di San Donà, nell’occhio del ciclone dopo il fascicolo aperto dalla Procura su questa morte ancora misteriosa. I consiglieri regionali Francesca Zottis, assieme a Bruno Pigozzo e Claudio Sinigaglia, hanno appreso in questi giorni della morte del piccolo nigeriano di 5 anni, residente a Musile con papà, mamma e la sorellina di 2 anni, morto la sera del 30 dicembre a causa di arresto cardiocircolatorio al Pronto soccorso, dove era arrivato in preda ai dolori.

La famiglia ha presentato un esposto alla Procura per conoscere le cause del decesso ed eventuali responsabilità. Già due medici risulterebbero indagati dopo l’autopsia disposta dalla Procura che ha seguito quella subito eseguita per volontà del personale dell’Usl 4. I genitori hanno infatti precisato che altre volte il piccolo era stato portato all’ospedale all’insorgere di sintomi di malessere allo stomaco.

«Apprendiamo con dolore della morte di un bambino di cinque anni», dicono i consigliere regionali, «dopo essere stato visitato al Pronto soccorso dell’Usl 4 e rimandato a casa. Innanzitutto vogliamo porgere le più sentite condoglianze alla famiglia per un lutto così pesante. Vogliamo accertare, al di là di ogni dubbio, che questo non sia un gravissimo e inaccettabile caso di malasanità veneta. È chiaro che ci dovranno essere tutti gli accertamenti previsti ma è doveroso che l’assessore competente venga in aula a dirci quali sono stati i fatti e come si intenda procedere. Le difficoltà dei Pronto soccorso dell’Usl 4», proseguono, «sono note e di fronte a una morte così prematura il silenzio sarebbe una colpa grave. Non accettiamo però risposte provocatorie, ma dati, risorse e progetti con servizi e tempi certi soprattutto all’avvento del processo di riorganizzazione sanitaria della Regione. Vogliamo inoltre conoscere quali e quanti casi di malasanità come questo siano avvenuti nell’intero Veneto nell’ultimo anno e quali siano state le soluzioni avviate. Queste risposte», concludono, «spettano all’assessore regionale e alla giunta e non ad altri ed è quanto meno dovuta una relazione dettagliata e responsabile in aula. Chiederemo, infine, l’attivazione del servizio

ispettivo così come previsto dalla stessa legge regionale 19/2016».

La data dei funerali non è ancora stata fissata, in attesa del nulla osta della magistratura che dovrebbe arrivare nei primi giorni della settimana prossima.

Giovanni Cagnassi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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