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Chiamate di soccorso in aumento un’impennata del 10 per cento

Nel 2016 il numero degli interventi del Suem di Mirano-Dolo ha superato quota 16.500 Operativa la prima ambulanza “targata” Serenissima con a bordo la terapia intensiva mobile

MIRANO. Chiamate di soccorso in aumento e al Suem di Mirano e Dolo arriva la prima ambulanza con il marchio della Usl 3 Serenissima.

Il primo mezzo di soccorso con la livrea della nuova azienda sanitaria veneziana opererà dunque nel Miranese e in Riviera ed è una vera e propria terapia intensiva mobile in grado di portare l’ospedale direttamente sul luogo dell’intervento. È operativa dai giorni scorsi ed è stata “benedetta” dal direttore generale dell’Usl 3 Giuseppe Dal Ben, che dopo la consegna ha detto orgoglioso: «È un po’ il simbolo di questa nuova grande azienda, pronta a prestare soccorso a chi, in questo territorio più vasto, ne avrà bisogno». Di mezzi così i Pronto soccorsi dell’Usl 3 ne avranno sempre più necessità, anche perché le “uscite” di mezzi ed equipaggi in emergenza sono in aumento: «Le chiamate di soccorso», spiega il responsabile del Dipartimento delle Emergenze della ex Usl 13, Pietro Pacelli, «sono in costante aumento e le proiezioni del 2016 prevedono un numero di interventi che supererà i 16.500 registrati nel territorio Dolo-Mirano, con un aumento del 10% rispetto al 2015. Tutto questo all’interno di un contesto ampio come quello veneziano della Serenissima che vede in provincia ben 76 mila soccorsi gestiti dalla centrale operativa di Mestre».

La nuova ambulanza in dotazione al Suem di Mirano-Dolo è un mezzo moderno, che rimpolpa il parco macchine di Riviera e Miranese, ora composto da sei ambulanze più un’auto medica (l’ex suv aziendale del direttore generale trasformato in mezzo di soccorso con l’arrivo di Dal Ben) per il Pronto soccorso di Dolo e altrettante sei, più un’altra auto medica, per quello di Mirano. La nuova ambulanza, che sostituisce una ormai obsoleta, fornisce un miglior comfort per il paziente trasportato, sia per le sospensioni pneumatiche di ultima generazione che per il nuovo tipo di climatizzazione. Si tratta però soprattutto di una macchina che permette ai sanitari di praticare la rianimazione di alto livello sul territorio, grazie alle apparecchiature avanzate con cui è stata attrezzata, ad esempio defibrillatori capaci di trasmettere il tracciato dal luogo dell’intervento direttamente all’Unità coronarica, respiratori automatici, materiali per intubare il paziente, immobilizzatori per politraumatizzati, vani termici e refrigerati per trasporto farmaci e altro ancora.

Le ambulanze di cui l’Usl si è dotata negli ultimi mesi possono essere paragonate a vere e proprie

“terapie intensive mobili”, un po’ come se l’ospedale si muovesse verso il luogo dell’intervento, con tutto quello che serve per gestire e stabilizzare un paziente critico fino all’arrivo nella struttura ospedaliera più idonea a curarlo.

Filippo De Gaspari

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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