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Senza stipendio per un errore

Maestra non viene pagata da ottobre per un refuso sul contratto

SAN STINO DI LIVENZA. Insegnante da ottobre senza stipendio per un errore sul contratto firmato ad inizio anno: invece del corretto riferimento alla «graduatoria degli aspiranti a supplenza in qualità di docente di scuola primaria», viene riportato in maniera errata «alla graduatoria degli aspiranti a supplenza in qualità di docente di scuola dell’infanzia». Un banale errore – peraltro segnalato dalla maestra stessa il giorno successivo alla firma del contratto, quindi ancora ad ottobre, al ...

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SAN STINO DI LIVENZA. Insegnante da ottobre senza stipendio per un errore sul contratto firmato ad inizio anno: invece del corretto riferimento alla «graduatoria degli aspiranti a supplenza in qualità di docente di scuola primaria», viene riportato in maniera errata «alla graduatoria degli aspiranti a supplenza in qualità di docente di scuola dell’infanzia». Un banale errore – peraltro segnalato dalla maestra stessa il giorno successivo alla firma del contratto, quindi ancora ad ottobre, alla segreteria dell’istituto comprensivo Rita Levi Montalcini di San Stino – si trova tra l’insegnante e la riscossione dei suoi stipendi. «Non vedendomi liquidare gli stipendi, all’inizio di dicembre ho contattato la segreteria», spiega la maestra elementare, «che mi ha spiegato che i miei stipendi sarebbero stati pagati a gennaio per l’errore sul contratto che mi identifica come insegnante di scuola dell’infanzia invece che della primaria, errore che avevo tempestivamente segnalato ancora ad ottobre il giorno dopo aver firmato il contratto. Ho quindi chiesto un incontro con il dirigente che mi viene fissato in un orario in cui ho lezione in quanto il dirigente non aveva altra disponibilità».

L’incontro allora si è svolto telefonicamente. «Il dirigente ha ammesso l’errore della segreteria, giustificandolo con il fatto che tutti possono sbagliare», continua la maestra, «io non sono arrabbiata per l’errore, ma per il fatto che solo io debba pagarne le conseguenze. Tra l’altro dopo poche settimane dall’inizio dell’anno scolastico mi è stato cambiato l’orario per andare a coprire alcune ore di una delle due insegnanti residenti al Sud che dopo aver preso regolare servizio non si presentavano mai in classe. Vengono tolte ore preziose di compresenza nelle classi per fare lezioni frontali dove le insegnanti non si presentano».

Claudia Stefani