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Giù i teli, ecco la facciata dell’ex distretto

Nuovo intonaco a cocciopesto e infissi in legno: nel XVI secolo era un complesso religioso, convertito a caserma nel 1806

Mentre l’edificio principale del Museo del Novecento (M9) continua a crescere - ha raggiunto in questi giorni il secondo piano - nel cantiere che si affaccia su via Brenta Vecchia da ieri mattina è possibile vedere, dopo l’intervento di restauro conservativo, la facciata dell’ex convento adiacente alla chiesa di Santa Maria della Grazie, lungo via Poerio, meglio noto come ex caserma Matter del distretto militare. Ieri infatti gli operai del cantiere M9 hanno tolto i teli di protezione e smontato le impalcature del ponteggio che copriva la facciata.

Il restauro rientra nell’opera di salvaguardia di questo spazio storico nel cuore di Mestre, nell’ambito del progetto del polo del Museo del Novecento progetto dalla Fondazione di Venezia, e realizzato attraverso la società immobiliare Polymnia nel cui consiglio di amministrazione nei giorni scorsi è entrato il costruttore Francesco Fracasso (colui che ha realizzato l’Hybrid tower). L’intervento di restauro è stato curato dall’architetto Francesco Magnani, responsabile dei rapporti con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Venezia. L’elemento che salta subito agli occhi è il nuovo intonaco a cocciopesto, pertinente all’architettura del convento, mentre tutti gli infissi sono stati realizzati in legno, così da recuperare il carattere tradizionale. L’edificio è un pezzo della storia della città: l’ex complesso religioso del XVI secolo fu convertito in caserma con le leggi napoleoniche del 1806 e poi in distretto militare. I locali interni - nel progetto M9 - dovranno ospitare una serie di negozi i cui affitti dovrebbero andare a coprire, almeno in parte, le spese di gestione del museo.

All’interno del complesso dell’ex convento proseguiranno con la stesura degli intonaci al primo piano - fa sapere la Fondazione - la posa degli impianti al secondo e l’installazione di due grandi lucernari, che daranno avvio ai lavori di completamento del tetto. In corso di realizzazione anche la copertura delle ex cavallerizze e il piano terra dell’edificio della Torretta che ospiterà il collegamento verticale tra l’edificio ex Convento e l’interrato. Per vedere i lavori completati, compreso il nuovo edificio, in costruzione che si affaccia su via Brenta Vecchia, bisognerà aspettare l’estate del 2017, mentre per vedere l’apertura del museo bisognerà attendere l’estate dell’anno successivo, il 2018. Sarà un museo che per l’allestimento - ci sta lavorando Guido Guerzoni - punterà sulla tecnologia, sulla realtà virtuale e sulle tecnologie per raccontare la lunga storia del Secolo breve. In vista dell’apertura al museo sarà realizzato un test che coinvolgerà circa cento persone per capire come si muoveranno e che percorsi prenderanno all’interno dell’edificio, un test che aiuterà a costruire il percorso espositivo. A gestire il museo sarà la Fondazione Venezia 2000 di cui è presidente Giuliano Segre.

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