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Superjet, fronte comune per non perderla

Ieri assemblea e presidio dei lavoratori in sciopero. In Comune e Regione tutti sono con loro

TESSERA. In gioco non ci sono solo posti di lavoro ma anche un pezzo fondamentale nel polo aeronautico di Tessera di un settore strategico e avanzato come quello aerospaziale che nel nostro territorio – sulle orme delle Officine Aeronavali fondate al Lido e poi trasferite a Tessera – ha una storia lunga più di cento anni.

Non a caso ai sindacati dei lavoratori di Superjet International spa si sono uniti sia il Comune di Venezia che la Regione, con l’appoggio di tutte le forze politiche, per chiedere al premier Renzi di convincere il numero 1 di Finmeccanica, Mauro Moretti, a rivedere la decisione di ridurre al minimo la partecipazione azionaria nella joint-venture con i russi di Scac-Sukhoi. Un’azienda che costruisce e commercializza i nuovi jet da cento posti SSJ100, già venduti in molti stati dell’ex Unione Sovietica, in Asia, in Messico e ora anche nel mercato europeo (Irlanda).

Nella sede di Superjet, a due passi dall’aeroporto, ieri si è tenuta un’assemblea dei lavoratori che poi hanno deciso di fare un’ora di sciopero con un presidio dei cancelli della portineria in via Ca’ di Mosto. Per i sindacati del metalmeccanici e la Rsu tutto si gioca nell’arco dei prossimi giorni e ben per questo hanno chiesto e ottenuto il pieno appoggio del Comune e della Regione che – all’indomani del tavolo dell’altro ieri a Palazzo Balbi con l’assessore Elena Donazzan – hanno organizzato per mercoledì prossimo una conferenza stampa congiunta a Ca’ Farsetti a cui parteciperanno anche i lavoratori in sciopero.

In consiglio comunale a Venezia è stata presentata da Ottavio Serena e altri consiglieri della maggioranza, una mozione – appoggiata anche dai consiglieri di opposizione - in cui si chiede «una sollecita e tempestiva azione nell'attuale fase di chiusura del contratto per Superjet, con possibili margini di ripensamento». Insomma, il territorio all’unanimità chiede al Governo e a Finmeccanica (che ha come azionista di riferimento resta lo Stato italiano) di rivedere la decisione di ridurre il suo pacchetto azionario in Superjet dal 51 al 5 o 10 per cento.

Se ciò si avverasse – hanno ripetuto anche ieri i segretari di Fiom-Cgil e Fim-Cisl e i loro delegati della Rsu – i soci russi di Superjet finirebbero per ridurre al minimo gli attuali 220 dipendenti di Tessera, visto che a Mosca hanno una sede ancora più grande e attrezzata.

Per i lavoratori in “esubero” a Tessera, l’unica alternativa possibile – visto che la altre due società presenti a Tessera (Agusta ed ex Alenia) non sono in grado di assorbire altri lavoratori – finirà per essere l’accettazione di un trasferimento in un’altra sede in Italia (con tutti i problemi personali e familiari conseguenti) o le dimissioni volontarie. Una prospettiva – alla vigilia dell’imminente chiusura dell’accordo con i russi – che spaventa sempre più i lavoratori della sede veneziana che ieri hanno partecipato in massa all’assemblea e al presidio. Nessuna preoccupazione, invece, da parte del sindacato autonomo Failms, che fa capo a Gabriele Bazzaro, ex consigliere comunale e di municipalità della Lega Nord. La Failms – il cui delegato ieri non ha partecipato all’assemblea – sostiene che i lavoratori non hanno nulla di che preoccuparsi perché

“mamma Finmeccanica” garantirà un posto di lavoro in una delle altre due divisioni presenti a Tessera, ipotesi ben difficile da realizzarsi in quanto hanno difficoltà loro stesse, a cominciare dall’ex Alenia, a garantire il lavoro ai dipendenti che già hanno.

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