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«Mi hai violentata, dammi soldi o ti rovino»

Musile. Donna di 54 anni smascherata dai carabinieri e denunciata per estorsione a un imprenditore

MUSILE. Denunciata per estorsione, una donna di 54 anni di Meolo voleva farsi consegnare del denaro da un imprenditore minacciando di denunciarlo per violenza sessuale. Una denuncia a quanto risulta senza fondamento, campata in aria, che avrebbe comunque creato grossi problemi all’uomo, oltretutto sposato e con una reputazione da difendere. Se lei avesse fatto quella denuncia, comunque ci sarebbero stati dei problemi perché lo avrebbe accusato di un fatto gravissimo. I due si erano conosciuti occasionalmente, ma lei aveva preso a telefonargli e inviargli messaggi in cui chiedeva denaro in cambio del suo silenzio.

Venerdì, i carabinieri di Meolo, coordinati dal maresciallo Roberto Tagliari, hanno così deferito all’Autorità Giudiziaria, M.L., 54 anni, di Musile di Piave per il reato di estorsione nei confronti di un imprenditore residente a Meolo. I militari hanno accertato una prolungata attività estorsiva minacciando la vittima che aveva incontrato una sola volta, un anno addietro. Gli inviava messaggi e telefonate, dicendo che lo avrebbe denunciato, in modo del tutto arbitrario, per violenze sessuali se non si fosse reso disponibile a concederle un prestito di 2000 euro che a suo dire avrebbe poi restituito nel 2017. E per creare ancora più tensione, aveva allargato le minacce anche alla moglie della vittima, la quale era a conoscenza dell’attività estorsiva senza fondamento avviata nei confronti del marito.

La vita della coppia era diventata un inferno per le minacce continue della donna, che avrebbero anche potuto travolgere l’immagine pubblica del professionista.

I coniugi si sono rivolti ai carabinieri di Meolo per chiedere aiuto e uscire dall’incubo. I carabinieri non hanno perso tempo e hanno organizzato l’incontro tra i due, atteso quindi che il reato si consumasse per cercare le prove. Hanno dunque accertato la richiesta di denaro e la successiva consegna. Erano appostati in abiti borghesi e in posizione sicura per assistere a tutta la scena. A quel punto, quando è avvenuta la cessione del denaro, sono intervenuti per coglierla nella flagranza del reato. Ora

c’erano tutte le prove dell’avvenuta estorsione. Sono state sequestrate le quattro banconote da 500 euro, la somma pattuita, e il cellulare della donna per confermare messaggi e telefonate intercorse tra di loro. L’indagata dovrà ora rispondere del grave reato davanti al giudice. (g.ca.)

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