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Terminal di Fusina, ora entra Grimaldi

La società acquisterà una quota importante della Venice Ro-Port, affiancando Mantovani. In crescita il traffico delle merci

Il gruppo Grimaldi, tra i più importanti armatori in Italia, è pronto a entrare nella società che gestisce il terminal di Fusina, tappa veneziana delle Autostrade del mare. E’ presto per dire se l’ingresso nella Venice Ro-Port, partecipata all’80% dalla Mantovani, avverrà con una quota di minoranza o maggioranza, ma è certo che sarà una quota di peso perché con l’arrivo del gruppo di Napoli è attesa la svolta che il terminal si aspettava da tempo, sul fronte del traffico commerciale.

«Noi siamo un’impresa di costruzioni: abbiamo avviato il terminal, ma ora abbiamo bisogno di qualcuno che sappia fare questo mestiere», ha spiegato ieri l’amministratore delegato della Mantovani, Maurizio Boschiero, presentando l’accordo con Guido Grimaldi, direttore commerciale della Grimaldi Group, nella cornice del convegno Euromed al Molino Stucky di Venezia. Dopo le difficoltà iniziali, alla ricerca di compagnie interessate a fare scalo a Venezia, oggi il terminal di Fusina lavora con due gruppi, l’Anek e la Grimaldi, con linee da Patrasso e da Bari. I tir, arrivati al terminal di Fusina, salgono sul treno e prendono la strada di Francoforte. Oggi la realizzazione della piattaforma logistica e del terminal di Fusina è arrivata al 50% con un investimento di 75 milioni e la previsione di altri 85 dal 2016 al 2018, per portare da due a quattro le banchine. Il progetto del terminal, dato in concessione dall'Autorità portuale per un periodo di quarant'anni, prevede uno specchio d'acqua di otto ettari, 1250 metri lineari di banchine di ormeggio, con la possibilità di attracco di quattro navi contemporaneamente (due da 210 metri e due da 245 metri) e può contare su un'area retroportuale di 280.000 metri quadrati - per lo sviluppo della logistica - servita da due linee ferroviarie.

Era da tempo che il gruppo Mantovani cercava il modo per dare il giusto impulso al Terminal, e poter trovare così le risorse per concludere l’intervento. Nel corso degli ultimi due anni l’instabilità geo-politica di molti Paesi che si affacciano sul Mediterraneo non aveva aiutato a trovare nuove rotte commerciali. Oggi la Venice Ro- Port ha venti dipendenti e accoglie sei navi alla settimana. Grimani trasporta circa 800 rimorchi a settimana, con l’obiettivo di arrivare al 1500-1600 nel corso dei prossimi dodici mesi. «Crediamo che questo porto abbia le giuste infrastrutture ma sia poco utilizzato», ha spiegato Guido Grimaldi, «ed è per questo che siamo interessati a entrare nella società che gestisce lo scalo, come abbiamo già fatto in altri porti come Anversa, Barcellona o Varsavia. Quando, un anno fa, abbiamo avviato la tratta tra Bari e Venezia nessuno poteva immaginare che saremmo arrivati a questi volumi di traffico, ottocento tir a settimana che vengono spostati dalla strada al mare, senza inquinare, e che salendo sui binari non appena giungono a Venezia, possono filare diritti fino a Francoforte». Da Bari a Francoforte senza un chilometro su strada o rotture di carico: tra le principali merci che viaggiano ci sono

l’acqua minerale, l’olio d’oliva, prodotti farmaceutici a temperatura controllata. Oggi sono due i treni a settimana ma presto, nelle intenzioni di Grimaldi, la frequenza salirà fino ad arrivare a un treno al giorno.

f.furlan@nuovavenezia.it

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