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formato un gruppo di lavoro

I presìdi vanno coordinati si faranno corsi di formazione

Vicini di casa che si scambiano messaggi e foto sui gruppi creati su Whatsapp. «C’è una macchina sospetta all’angolo della via». Oppure: «Attenzione, c’è qualcuno che sta guardando nei garage»....

Vicini di casa che si scambiano messaggi e foto sui gruppi creati su Whatsapp. «C’è una macchina sospetta all’angolo della via». Oppure: «Attenzione, c’è qualcuno che sta guardando nei garage». Messaggi che girano per mettere in allerta i residenti ma che allo stesso tempo stanno ricostruendo comunità di vicinato, in un modo che non è paragonabile con quello delle vecchie ronde padane. Gruppi nati molto spesso in maniera autonoma, e che ora l’amministrazione comunale di Venezia - ma anche altre, in comuni di diverso colore politico - sta cercando di organizzare. Anche perché i gruppi di vicinato sono presìdi di sicurezza, a patto che ogni minima segnalazione non si trasformi in una telefonata alle forze di polizia, con il rischio di creare più danni che altro. Ecco perché il gruppo di lavoro di Ca’ Farsetti vuole coordinare i gruppi e realizzare dei corsi di formazione.

Nel corso degli ultimi mesi gruppi di vicinato sono sorti a Spinea, Mirano, San Donà, Martellago, Santa Maria

di Sala, Mira e altre zone della Riviera del Brenta.

Spontaneamente sono nati anche gruppi di condomini, formati appunto da famiglie residenti nello stesso palazzo che usano i gruppi di Whatsapp per risolvere i problemi condominiali e controllare i “confini” di casa. (f.fur.)

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