Quotidiani locali

«Un Comitatone per riordinare le competenze sulla laguna»

Richiesta del sindaco al governo: il passaggio alla Città metropolitana non arriva, intanto dilaga l’anarchia e aumentano i pericoli per chi naviga. Un barchino con 60 cavalli si guida senza patente

Un Comitatone urgente per risolvere in maniera definitiva il groviglio delle competenze sulla laguna. Lo ha chiesto il sindaco Luigi Brugnaro, in questi giorni in vacanza in Croazia, sollecitando al governo la convocazione del comitato previsto dalla Legge Speciale. Il grave incidente nautico dell’altro giorno riporta alla ribalta la questione delle regole mai rispettate, degli scarsi controlli, dei palleggi di responsabilità. Imminente il passaggio del Magistrato alle Acque e delle sue strutture (compresa la vigilanza lagunare) alla Città Metropolitana. Ma nel frattempo l’anarchia dilaga. Chi deve controllare il rispetto dei limiti in laguna?

Il triangolo maledetto. Chi supera i limiti di velocità con l’auto anche di pochissimo sul Ponte della Libertà prende la multa. Chi corre a 50 all’ora in laguna (dove il limite è 11 o al massimo 20) non rischia nulla. Il Far West acqueo produce a volte tragedie annunciate. Sull’ultimo incidente l’inchiesta della Capitaneria condotta dal comandante Marsilli dovrà accertare dinamica e responsabilità. Ma nel tratto fra Sant’Elena, la Certosa e Murano si corre ormai senza alcuna regola. Numerose e inascoltate le denunce e le segnalazioni fatte anche su questo giornale.

Educazione lagunare. La mancanza di controlli negli ultimi anni ha provocato disastri. Nessuno rispetta più i limiti e nemmeno le piccole barche o le imbarcazioni a remi o a vela. Non basta, perché una normativa assurda consente di guidare un barchino con un fuoribordo da 40 cavalli (modificabile fino a 60) senza patente. Spesso la guida è affidata a minorenni. «Ma in questo caso i genitori sono responsabili e la sanzione può arrivare fino a 2500 euro», ricorda Massimo Bertoni della Polizia Lagunare.

Canal Grande. Dopo la morte del turista tedesco, esattamente tre anni fa, sotto il ponte di Rialto, l’attenzione delle istituzioni e della Procura si è concentrata in quell’area di Canal Grande. Ordinanze discutibili hanno ridotto il numero complessivo di barche circolanti solo in quel tratto di canale. Nel resto della città è il caos.

Le competenze. Da sempre un problema irrisolto. Il Comune comanda sui canali interni, la Capitaneria di porto sui canali marittimi, il Magistrato alle Acque in laguna. Chi controlla? L’esperienza del commissario straordinario (prima Costa poi Cacciari, nominati dal governo) ha avuto vita breve. Unico risultato ancora visibile è l’introduzione delle targhe sulle circa 50 mila imbarcazioni private che circolano in laguna. Abolito invece il fermo amministrativo, sanzione che era risultata molto più efficace delle multe soprattutto per i motoscafisti.

La normativa. Regole mai rispettate e norme spesso assurde. Come i limiti differenziati in Canal Grande, 5 chilometri per il diporto e le merci, 7 per i taxi, 11 per i vaporetti Actv, ordine inverso rispetto alla

produzione di onde. Assurdi anche i limiti in laguna, anche qui tarati sui chilometri e non sulla stazza delle barche.

Il caos. Decenni di noncuranza hanno prodotto il caos di oggi. Tutti corrono, senza problemi. E il numero degli incidenti purtroppo aumenta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista