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Gruppi di vicinato a Mestre, è boom di richieste. Cento adesioni in tre giorni

Exploit dopo la presentazione del nuovo portale comunale e l’appello ai cittadini. Il consigliere Gavagnin: «Sorpresi da tanto entusiamo, contatteremo gli iscritti»

MESTRE. Sono già oltre cento i cittadini che in tre giorni hanno cliccato sul sito del Comune e deciso di aderire al progetto "Sicurezza urbana consapevole e partecipata - Controllo di vicinato", già attivo nel territorio comunale grazie all'impegno di oltre 860 volontari e che il Comune intende ora rafforzare mediante il nuovo consigliere delegato alla Sicurezza partecipata, Enrico Gavagnin e alla sinergia tra tutti gli attori in campo, tra cui polizia municipale e coordinatrice regionale del controllo di vicinato Antonella Chiavallin.

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Assalto. Il portale è stato preso letteralmente d'assalto. «Davvero tanta partecipazione in così poche ore non ce la aspettavamo», spiega Gavagnin «Si sta creando un importante serbatoio di dati, perché la gente ci invia nome, cognome, età, mail e numero di telefono e ci dà il suo consenso per poterli utilizzare». Prosegue: «Ci stiamo lavorando con impegno, anche perché pensavamo che, in un periodo di ferie, l’attenzione fosse minore. Invece, a quanto pare, è il contrario. Le adesioni sono davvero moltissime».

 

Mappatura. Cento residenti in pochi giorni sono già un gruppo consistente di persone da indirizzare e suddividere nei diversi team, alcuni dei quali già attivi. «A questo punto», ragiona il consigliere delegato, «penso che creerò un programma apposito per eseguire una mappatura e suddividere immediatamente per gruppi i nuovi iscritti. Grazie a questo notevole stimolo, potremmo essere pronti già prima di settembre. Si tratta di un progetto pilota rispetto alle realtà italiane, tanto che il nostro modello potrebbe essere esportato anche a livello nazionale».

Appello. L'appello del sindaco Luigi Brugnaro, dunque, sembra sia stato raccolto, segno che il problema in città è sentito. I cittadini che hanno aderito sono un po' di tutta la città, molti provengono dalle zone più periferiche, ma ce ne sono anche del centro, come fa sapere Gavagnin, che deve però esaminare le adesioni una a una.

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Zone scoperte. Finora la parte più scoperta di Mestre è proprio quella della zona centrale, dove ci sono comitati e associazioni che denunciano degrado e chiedono ordine pubblico, ma non gruppi di controllo di vicinato tout court, che invece potrebbero nascere. La coordinatrice regionale ha contattato diverse persone delle vie centrali, ma finora non c'è stata ancora l'attivazione di un gruppo vero e proprio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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