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«Pochi i Pokemon Venezia penalizzata» Scatta la petizione

Il gioco “Pokemon go” in centro storico funziona male Già quasi 400 firme raccolte, tanti si spostano in terraferma

MESTRE. L’acqua che è elemento fondante di Venezia, con le sue calli e i suoi canali, pare non essere un ambiente ospitale per i Pokemon. Sono troppo pochi per il numero di giocatori in una città che ospita intorno ai 55 mila residenti ma si riempie ogni anno con quasi 30 milioni di turisti. Tutti, con i loro smartphone, potenziali giocatori dell’ultima mania collettiva mondiale, ovvero l’applicazione di “Pokemon go” che si scarica sul cellulare e consente di andare a caccia di Pokemon di diverso tipo in giro per la città, con gli occhi fissi sullo schermo.

Una mania collettiva che a Venezia, centro storico, fatica a divertire e allora ecco la singolare petizione lanciata su Change.org da Enrico Cevallos e che ha già raggiunto quasi quota 400 firme. «Il radar del gioco in centro storico ne segnala davvero pochi e in certe zone manco uno. Ci sono una marea di punti di interesse, di “palestre” segnalati dal gioco. Ma i Pokemon sono pochissimi. Probabilmente si tratta di un problema con il sistema Gps del gioco. Perché nelle zone sperdute, paludose e piene d’acqua i Pokemon non ci sono», spiega il giocatore. «Da qui l’idea della petizione alla azienda produttrice del gioco, la Niantic e alla Nintendo, per chiedere loro di risolvere il problema che sarà dovuto ad un “bug”, un errore di sistema interno. Solo in questo modo a Venezia si potrà giocare, perché finora tanti restano delusi». Per potersi divertire con “Pokemon go” e la realtà virtuale, i veneziani del centro storico devono spostarsi al momento o al Lido di Venezia (dove giovedì pomeriggio per esempio è previsto un primo raduno, dalle 16 alle 21) oppure attraversare il Ponte della Libertà e spostarsi a Mestre. «Si gioca molto al parco Albanese, nella zona centrale di Mestre tra piazza Ferretto e via Poerio, a fianco del fiume Marzenego», continua a spiegare Cevallos.

«Il blocco su Venezia rallenta anche la formazione di squadre e “palestre” forti che possano gareggiare con quelle che si sono già formate in terraferma». Chi vuole sostenere la richiesta dei giovani giocatori di Pokemon Go può firmare la petizione su Change.org nella speranza che dalla casa produttrice del gioco si comprenda l’importanza di risolvere il problema che blocca l’attività ludica su Venezia, città che parla al mondo. Intanto gli ultimi dati di utilizzo dell’applicazione, hanno già fatto balzare la “Pokemon go” sopra l’uso di Facebook e di altri social network. Una moda che dilaga a livello mondiale e che fa storcere il naso a molti ma crea ogni

gioco schiere di appassionati. I gruppi in città, su Facebook, crescono di giorno in giorno: il gruppo veneziano ha già superato i 500 iscritti; un’altra sessantina se ne contano al Lido; oltre duecento a Mestre, tra gruppi aperti e chiusi.

Mitia Chiarin

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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