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Biennale a Forte Marghera, un successo

In un mese già 3.500 visitatori alla sezione dedicata alla riqualificazione della zona industriale: aumenta la visibilità

In media 700 visitatori la settimana: da fine maggio a fine giugno, nel primo mese di attività del padiglione circa 3.500 persone hanno visitato la sezione di Forte Marghera della Biennale Architettura, dedicato alla riqualificazione della zona industriale. Dati provvisori che creano già grande soddisfazione, in Biennale come in Comune. E fanno intuire, dopo anni di dibattiti, che Mestre ha davvero potenzialità e non solo recriminazioni.

Per Mestre lo sbarco della Biennale, con un padiglione in terraferma, era una notizia attesa da tempo e concretizzata da Paolo Baratta e dal sindaco Luigi Brugnaro: per il primo cittadino veneziano questo è motivo di vanto, rivendicato anche venerdì scorso quando ha presentato il bilancio del primo anno di mandato. Per Mestre l’arrivo della Biennale, la più grande realtà culturale veneziana, nota in tutto il mondo, significa una maggiore visibilità. Forte Marghera si sta riempiendo sempre più di gente, proprio da quanto è stato aperto il padiglione della Biennale.

Provare per credere: venerdì sera passeggiare in baia, attorno alle 23, significava trovarsi in mezzo a migliaia di ragazzi con varie barche anche arrivate apposta dal centro storico per passare la serata a Mestre. E per un territorio che quest’anno è arrivato, come conferma anche l'assessore al turismo Paola Mar, a ripetere i 3 milioni di presenze turistiche dell’anno 2015 e un milione e mezzo di arrivi (rispettivamente il 30 e il 35 per cento del turismo che interessa il Comune di Venezia) significa che il turismo, soprattutto quello culturale, è un filone da perseguire e che può aiutare il rilancio delle attività economiche di Mestre.

Dati che fanno ben sperare anche in vista del 2018 quando aprirà il museo M9 in pieno centro a Mestre, dedicato al Novecento con il progetto della Fondazione di Venezia che deve dimostrare di saper attrarre pubblico con la sua offerta contrassegnata da tanta tecnologia e da un racconto inusuale, nel panorama italiano, quello di un secolo di grandi cambiamenti economici, sociali e culturali. Servono iniziative, eventi e progetti nuovi che sappiano tenere più giorni i visitatori in città.

Ovviamente i turisti che pernottano a Mestre lo fanno perché spendono meno rispetto agli alberghi di Venezia ma queste persone la sera girano per Mestre, alla ricerca di posti dove cenare e locali dove divertirsi. Di media il turista che pernotta a Mestre nei circa 14 mila posti letto disponibili in alberghi e B&b sosta un giorno e mezzo. Eventi come quello della Biennale Architettura aiutano a dare a Mestre una immagine diversa: portando a due giorni la permanenza ne potrebbero beneficiare tutti. Ma il progetto va sostenuto da una cabina di regia pubblica, hanno segnalato sia gli albergatori dell’Ava che la Confesercenti. L’associazione dei commercianti da un anno almeno ha un progetto legato all’ospitalità e ai servizi ai turisti che non ha finora fatto alcun passo avanti, neanche di discussione con l'amministrazione comunale. E pensare che per arrivare a Forte Marghera, se non si è mestrini, non ci sono cartelli di segnalazione, se non quelli che vengono spesso esposti

su via Forte Marghera dai giovani che gestiscono le attività di ristorazione del Forte. E il vicino parco di San Giuliano ha ancora l'accesso chiuso verso la Punta San Giuliano e i locali chiudono con il tramonto. Altre potenzialità non sufficientemente sfruttate.

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